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EDDYBURG - LAVORI IN CORSO

EDDYBURG - LAVORI IN CORSO
Care amiche e amici, lettrici e lettori di eddyburg, con Eddy avevamo avviato un lavoro di ristrutturazione complessiva del sito, necessario per farlo funzionare correttamente e per rendere accessibile l'intero patrimonio di scritti e documenti pubblicati in più di 15 anni di attività. Le cose da fare sono molte e dedicheremo a questo impegno, e solo a questo, tutte le nostre energie per far sì che all'inizio del nuovo anno tutto sia di nuovo in ordine. Il sito è la cosa a cui Eddy teneva di più. Ilaria e Mauro

PER EDDY

INVERTIRE LA ROTTA

CONTRORIFORMA URBANISTICA

DAI MEDIA

VENEZIA

mercoledì 28 agosto 2019

Non nascondiamoci dietro un dito

Ciò che nel mondo è sbagliato e va cambiato è assai più di quanto appare. A proposito di un appello a un governo di per sé incapace di impedire la catastrofe contro la quale si vorrebbe battersi.

martedì 27 agosto 2019

Un'altra ricostruzione che non c'è


Il 6 aprile scorso con l'articolo di Antonio Perrotti avevamo commemorato il terremoto dell'Aquila del 2009, denunciando gli errori compiuti nella ricostruzione e la campagna mediatica di assoluzione a tutte le inadempienze, gli imbrogli, gli errori strategici, che vengono rappresentati come degli effetti collaterali di una grande e positiva ricostruzione. 
Il 24 agosto scorso ricorrevano i tre anni dal sisma del centro Italia, con epicentro ad Amatrice e Accumuli: i resoconti negativi di ricercatori e attivisti si ripetono nell'inerzia delle istituzioni. Un terzo delle macerie ancora in situ, la ricostruzione pubblica non ancora iniziata, quella privata si riduce a poche unità, e solo un terzo delle richieste di fondi pubblici presentate sono state accolte, sostanzialmente assente il sostegno socio-economico alle popolazioni. 
Segnaliamo a questo l'ultimo numero di Left (23 -29 agosto 2019) che raccoglie una serie di articoli sulla mancata ricostruzione in corso da una parte e l'operato delle Brigate di solidarietà attiva che insieme a quello di comitati locali e piccole associazioni di resistenti si sono organizzati per fronteggiare i problemi e lottare contro l'abbandono e lo spopolamento.
A febbraio su eddyburg abbiamo anche presentato una proposta: Prevenzione sismica: un impegno inderogabile contenente le linee generali per una strategia per la riduzione del rischio dovuto ai terremoti, perchè questo non può essere considerato un emergenza, in quanto la pericolosità sismica del nostro territorio è ben documentata. (i.b.)
Fonte: immagine tratta da Left. 


Portare il vivente al centro del conflitto

Effimera, un saggio per comprendere appieno l'incompatibilità tra capitalismo e vita umana, che la crisi ecologica ha messo in tutta evidenza. Occorre trovare una nuova forma di mondo capace di rivoluzionare il rapporto distruttivo che passa attraverso i processi di valorizzazione e di successiva determinazione di prezzo di qualsiasi aspetto del vivente. (a.b.)

Cambiamo il sistema non il clima

4-8 settembre: un campeggio per sostenere un cambiamento radicale: assemblee e dibattiti sulla crisi climatica, grandi opere, estrattivismo, ecotransfemminismi, neocolonialismi e migrazioni forzate; il 7 marcia per la giustizia climatica. (i.b.)

venerdì 23 agosto 2019

Ritorniamo al buon diritto. Legalità, umanità e Governo possibile

Avvenire.it, 22 agosto 2019. A oltre settant'anni dalla dichiarazione universale dei diritti umani (10 dicembre 1948), la società nord-atlantica, che si proclama paladina dei diritti della persona, continua a calpestare sistematicamente il valore e la dignità degli esseri umani. Siamo di fronte non solo a un deterioramento giuridico ma anche a quello della cultura civile di un'intera società. (a.b.)

mercoledì 21 agosto 2019

NATO, UE, armamenti nucleari

Ricostruzione della sudditanza dell'Italia e dell'Europa alle scelte degli Stati Uniti attraverso il trattato NATO, le pesanti ripercussioni che ancora oggi gravano sulle scelte della politica italiana e il rischio catastrofico di una guerra nucleare che incombe. (a.b.)

martedì 20 agosto 2019

Il riscaldamento minaccia la Terra

Sintesi dell'ultimo rapporto dell'IPCC dedicato ai cambiamenti climatici e la terra, che evidenzia la stretta relazione tra clima e condizioni sociali. Se non abbandoniamo subito i combustibili fossili (gas incluso) le conseguenze saranno catastrofiche, le popolazioni più colpite saranno come sempre le più povere e vulnerabili. (a.b.)

giovedì 15 agosto 2019

Ponte Morandi, un anno dopo


Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale.

Per commemorare le vittime, il 14 agosto, si è tenuto un presidio davanti alla sede di Edizione srl a Treviso, la holding dei famosi imprenditori veneti per denunciare storie di sfruttamento in Italia e all'estero: dal decentramento produttivo alle delocalizzazioni, con le quali si sono sfruttate migliaia di lavoratrici e lavoratori, causato centinaia di morti per mancanza di misure di sicurezza nelle loro fabbriche; dall'occupazione delle terre ancestrali del popolo Mapuche in Argentina alla persecuzione di chi si oppone a questa rapina; dai profitti enormi che hanno ottenuto attraverso concessioni su autostrade, porti e aeroporti e a quelli che faranno con le Olimpiadi invernali di Milano e Cortina del 2026. 
Non meno responsabile è la classe politica che da decenni non solo permette, ma sostiene tutto questo e continua a farlo. Vuote e meschine le parole «non smetteremo mai di invocare giustizia», pronunciate dal primo ministro Conte durante la commemorazione delle istituzioni, perchè nulla è stato fatto, per cambiare un sistema che mette i profitti davanti alla vita umana, da chi avendone la responsabilità e il potere ha mancato di farlo.


Il placebo delle grandi opere: il caso Genova

La proposta di ricostruire il gigantesco viadotto sulla val Polcevera rivela la miopia di una classe dirigente che continua a trovare nella cementificazione il suo alimento preferito.