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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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lunedì 22 luglio 2019

Proposta di legge Morassut

L'ennesimo rigurgito dei tentativi di consolidare, estendere e rendere meglio utilizzabile il principio dell'appartenenza privata della capacità edificatoria del suolo e la negazione del principio stesso dell'urbanistica di tutelare alcuni interessi comuni di cui la logica del profitto e della rendita non tengono conto. Discutiamone




Nel parlamento si è aperta da qualche settimana la discussione su una proposta di legge «Principi generali in materia di rigenerazione urbana nonché di perequazione, compensazione e incentivazioni urbanistiche» presentata dal deputato Pd Morassut.

Giustificata dalla volontà di riorganizzare la datata e farraginosa legislazione urbanistica nazionale, la proposta colpisce per la pochezza dei contenuti. L'unico scopo, nonostante qualche debole e assai poco convinto riferimento, nel preambolo, alla «necessità di trasformare, riqualificare e ristrutturare i tessuti edilizi esistenti anziché ampliare all’infinito i perimetri urbani consumando ulteriore suolo» è quello di offrire una sorta di cornice legislativa nazionale alle presupposte «innovazioni» degli istituti di perequazione e compensazioni, già introdotte dalle regioni e dai comuni, che certo non hanno avuto bisogno di questa proposta di legge per metterle in pratica.

Una legge solo vuota o anche pericolosa? Siamo di fronte ad un nuovo tentativo di riesumare il disegno di legge Principi in materia di governo del territorio approvato dalla Camera dei Deputati il 28 giugno 2005, meglio noto come «Legge Lupi» dal nome del suo primo firmatario l'On. Maurizio Lupi?

Ne discuteremo su eddyburg nei prossimi mesi e in collaborazione con perUnaltracittà terremo un seminario in autunno.
Nel frattempo, invitiamo i nostri lettori a inviarci articoli critici in merito alla proposta di legge, nel contesto di questa stagione particolarmente penosa per l'urbanistica italiana. 
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