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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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mercoledì 22 maggio 2019

Degenerazione urbana

Per il malaffare, espansione o rigenerazione, pari sono. Un commento all'ennesima vicenda di tangenti legate all'urbanistica, in Lombardia. (m.b.)




In Lombardia, come in molte parti di questo disastrato paese, si era appena innescato un nutrito dibattito sulla “Rigenerazione Urbana” come alternativa al “Consumo di Suolo”.
Vediamo come si presenta l’iniziativa regionale:
"Da adesso in avanti - ha detto l'assessore regionale al Territorio e Protezione civile, Pietro Foroni - Regione Lombardia inaugura l'epoca della programmazione urbanistica ordinata che ci porterà, grazie a regole chiare e condivise da tutti, ad azzerare da qui al 2050 il consumo di suolo agricolo".
“Con questi provvedimenti – ha commentato il relatore Mauro Piazza (Fi) – Regione Lombardia ha introdotto un sistema di norme finalizzate a perseguire, mediante la pianificazione regionale, provinciale e comunale, le politiche in materia di consumo di suolo e rigenerazione urbana, con l’obiettivo di concretizzare quanto previsto dalla Commissione europea, ossia di giungere entro il 2050 a una occupazione netta di terreno pari a zero”.
“Da sottolineare tra l’altro – ha aggiunto il relatore – la norma del Ptr che, rispondendo a criteri di realismo e tenendo conto delle necessità delle attività produttive, consente una forte spinta alla rigenerazione del suolo urbano, favorendo la trasformazione delle aree dismesse”.

Se la pratica di uno smodato consumo di suolo lascia il posto alla rigenerazione urbana dovremmo essere tutti soddisfatti. O no?
Certo qualche vecchio cultore della pianificazione urbana continua a insistere che dietro l’uno e l’altra permane il medesimo “motore” della valorizzazione edilizia comunemente detta “speculazione”, ma il termine stesso appare desueto al tempo della finanza globalizzata che, almeno nelle forme, ha mandato in soffitta figure come quella del mitico Edoardo Nottola immortalata nel film “Le mani sulla città”. Ma proprio quando l’effluvio di convegni e seminari sembra segnare una nuova frontiera per la politica territoriale (almeno in Lombardia), ecco che la cronaca si incarica di riportarci alla realtà delle cose dove, neanche tanto sommerse, continuano a funzionare le vecchie logiche. Anche le peggiori. L’ennesima inchiesta giudiziaria in corso tra Milano e Varese mette in evidenza, tra gli altri, un sistema di malaffare, che ha il suo epicentro nella gestione di territori e servizi urbani, che nulla ha da invidiare a quelli di un oscuro passato. Facciamocelo raccontare dalla testata on-line locale “Varesenews”.

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