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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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mercoledì 24 aprile 2019

Occorre vedere e non guardare in aria


Il 25 Aprile 1945 l'Italia si riscattò dall'asservimento al nazismo. Oggi più che mai è necessario il monito di Bertold Brecht: «E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava una volta per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma ora non cantiam vittoria troppo presto il grembo da cui nacque è ancora fecondo». Con queste parole si apre il Museo Monumento al Deportato di Carpi, costruito per tradurre in ricordo gli orrori di quel periodo nefasto della nostra storia, che nel Campo di Fossili (a sei km da Carpi) sono ancora vivi nei resti delle strutture. Fossoli fu costruito nel 1942 dal Regio Esercito per imprigionare i militari nemici. L'anno successivo diventò un campo di concentramento per ebrei. Nel marzo 1944 si trasforma in campo poliziesco e di transito, utilizzato dalle SS come centro nazionale di raccolta dei deportati da inviare ai campi di sterminio. Sono stati circa 5000 le persone internate a Fossoli e poi trasferite ai campi di Auschwitz-Birkenau, Mauthausen, Dachau, Buchenwald, Flossenburg e Ravensbrück.
Qui il link alla La Fondazione ex campo Fossoli, costituita nel gennaio 1996 dal Comune di Carpi e dall'Associazione Amici del Museo Monumento al Deportato, per informazioni su questo importante, ma spesso sottovalutato museo. Sulle vicende si veda il reportage del Corriere della Sera.
Fonte: nell'immagine il Museo Monumento al Deportato tratta dal sito della Fondazione. (a.b.)

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