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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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sabato 6 aprile 2019

L'Aquila. Ha perso la città


Non sono 10 anni dal sisma, ma 10 anni di sisma. La ricostruzione dell’edilizia privata procede, quella della parte pubblica arranca. Il centro storico soffre gli effetti di ciò che non si è fatto e di ciò che si è fatto in nome dell’emergenza e degli opportunismi tattici. In tutto questo, ha perso la città (m.b.)

La frase iniziale riprende un commento di Enrico La Porta, in occasione dei sette anni dal sisma, riportato nell'articolo di Serena Giannico "L'Aquila sette anni dopo: un terremoto infinito" pubblicato sul Manifesto.
La foto è di Mauro Baioni.

Segnaliamo l'iniziativa dell'associazione Bianchi Bandinelli, L'Aquila come prima, peggio di prima, con le considerazioni di Vezio De Lucia e una mappa, assai esplicativa, prodotta da Andrea Giura Longo e Monica Cerulli.

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