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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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mercoledì 30 gennaio 2019

Venezia: nuovi incentivi alla speculazione e consumo di suolo


Con il bando approvato dalla Giunta comunale per la residenza minore continuano le invasioni barbariche della gronda lagunare da parte della speculazione edilizia calpestando le regole poste dalle leggi al territorio veneziano (e.s.)


L'ennesimo provvedimento, speculativo e divoratore di suolo, con l'alibi di «soddisfare le esigenze di residenza stabile dei nuclei familiari». Con la delibera della giunta comunale del 28 gennaio 2019, parte la selezione di progetti residenziali da realizzarsi sulla Terraferma del Comune di Venezia.
Il bando recita: «tutti i privati proprietari di aree non edificate, ricadenti all’interno del tessuto consolidato o ad esso adiacenti, anche se a destinazione agricola, possono presentare proposte per realizzazione di unità residenziali di modesta dimensione, fino ad un massimo di 800 mc., finalizzate al soddisfacimento delle esigenze abitative delle famiglie».

Gli interventi selezionati saranno inseriti, con ordinarie procedure di variante, nel Piano degli Interventi (vedi l'articolo Venezia non merita questa urbanistica), lo strumento urbanistico che fornisce disposizioni operative per la tutela, valorizzazione, organizzazione e trasformazione del territorio.
Dalla delibera si evince che il bando prende forma per soddisfare una serie di proposte di realizzazioni residenziali emerse in seguito all'avviso del 2016 con il quale il Sindaco invitava tutti i soggetti portatori di interessi sul territorio a presentare idee, proposte e progetti utili, ma che non poterono essere acquisite in quanto non erano proposte di trasformazione urbana di rilevante interesse pubblico.

Nella pagina del comune di Venezia si legge chiaramente che l'obiettivo dell'Amministrazione è quello di derogare le disposizioni del piano urbanistico con la giustificazione che nella maggior parte dei casi la destinazione agricola non corrisponde ad un uso effettivo del fondo, spesso incolto o già parzialmente urbanizzato. Giustificazione dedotta non da analisi del fabbisogno, ma scaturite dal fatto che privati cittadini hanno espresso di volere costruire su tali aree. Si tratta di pesi edilizi e di abitanti aggiuntivi a quelli esistenti, e ciò senza la preliminare verifica dell'adeguatezza dei servizi e delle infrastrutture esistenti e del soddisfacimento degli standard urbanistici stabili per legge. A cui si aggiunge che non vi è alcuna effettiva garanzia (non basterà certo il vincolo di soli 5 anni) della permanenza dell'utilizzazione residenziale.

Una furberia, che siamo certi sarà immediatamente emulata da altri comuni, in piena sintonia con quanto già fatto dalla Regione Veneto. Si veda a riguardo, di Sergio Lironi Qualità urbana? La giunta del Veneto presenta un nuovo piano casa e numerose deroghe con il commento di Maria Cristina Gibelli.

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