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EDDYBURG - LAVORI IN CORSO

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VENEZIA

mercoledì 30 gennaio 2019

Venezia: nuovi incentivi alla speculazione e consumo di suolo


Con il bando approvato dalla Giunta comunale per la residenza minore continuano le invasioni barbariche della gronda lagunare da parte della speculazione edilizia calpestando le regole poste dalle leggi al territorio veneziano (e.s.)


L'ennesimo provvedimento, speculativo e divoratore di suolo, con l'alibi di «soddisfare le esigenze di residenza stabile dei nuclei familiari». Con la delibera della giunta comunale del 28 gennaio 2019, parte la selezione di progetti residenziali da realizzarsi sulla Terraferma del Comune di Venezia.
Il bando recita: «tutti i privati proprietari di aree non edificate, ricadenti all’interno del tessuto consolidato o ad esso adiacenti, anche se a destinazione agricola, possono presentare proposte per realizzazione di unità residenziali di modesta dimensione, fino ad un massimo di 800 mc., finalizzate al soddisfacimento delle esigenze abitative delle famiglie».

Gli interventi selezionati saranno inseriti, con ordinarie procedure di variante, nel Piano degli Interventi (vedi l'articolo Venezia non merita questa urbanistica), lo strumento urbanistico che fornisce disposizioni operative per la tutela, valorizzazione, organizzazione e trasformazione del territorio.
Dalla delibera si evince che il bando prende forma per soddisfare una serie di proposte di realizzazioni residenziali emerse in seguito all'avviso del 2016 con il quale il Sindaco invitava tutti i soggetti portatori di interessi sul territorio a presentare idee, proposte e progetti utili, ma che non poterono essere acquisite in quanto non erano proposte di trasformazione urbana di rilevante interesse pubblico.

Nella pagina del comune di Venezia si legge chiaramente che l'obiettivo dell'Amministrazione è quello di derogare le disposizioni del piano urbanistico con la giustificazione che nella maggior parte dei casi la destinazione agricola non corrisponde ad un uso effettivo del fondo, spesso incolto o già parzialmente urbanizzato. Giustificazione dedotta non da analisi del fabbisogno, ma scaturite dal fatto che privati cittadini hanno espresso di volere costruire su tali aree. Si tratta di pesi edilizi e di abitanti aggiuntivi a quelli esistenti, e ciò senza la preliminare verifica dell'adeguatezza dei servizi e delle infrastrutture esistenti e del soddisfacimento degli standard urbanistici stabili per legge. A cui si aggiunge che non vi è alcuna effettiva garanzia (non basterà certo il vincolo di soli 5 anni) della permanenza dell'utilizzazione residenziale.

Una furberia, che siamo certi sarà immediatamente emulata da altri comuni, in piena sintonia con quanto già fatto dalla Regione Veneto. Si veda a riguardo, di Sergio Lironi Qualità urbana? La giunta del Veneto presenta un nuovo piano casa e numerose deroghe con il commento di Maria Cristina Gibelli.

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