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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Gli incendi nella foresta amazzonica, baluardo vitale della biodiversità, contro i cambiamenti climatici e per la sopravvivenza di 30 milioni di persone, quest'anno sono aumentati dell'83% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Bolsonaro ha ripetutamente affermato che il suo paese dovrebbe aprire l'Amazzonia agli interessi commerciali, per consentire alle aziende minerarie, agricole di sfruttare le sue risorse naturali. La distruzione della parte brasiliana della foresta è notevolmente incrementata sotto il nuovo presidente. Nei primi 11 mesi, la deforestazione aveva già raggiunto i 4.565 km quadrati, con un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. (i.b.)

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mercoledì 30 gennaio 2019

Bologna: una pagina fondamentale della moderna cultura urbanistica

Sul manifesto di ieri, non su Libero, si definisce un orrore “il recupero conservatore del centro storico di Bologna ad opera di Pierluigi Cervellati negli anni 70 e sostenuto dalla sinistra” [...]


Sul manifesto di ieri (29.01.2018), non su Libero, nell'articolo Palazzo dei Diamanti, un caso irrisolto si definisce un orrore “il recupero conservatore del centro storico di Bologna ad opera di Pierluigi Cervellati negli anni 70 e sostenuto dalla sinistra”. Mi pare indispensabile ricordare ai lettori più giovani che il piano del centro storico di Bologna dei primi anni Settanta del secolo scorso è stato una pagina fondamentale della moderna cultura urbanistica. Con quel piano si affermò operativamente il principio, fino ad allora sostenuto solo sul piano teorico, che l’intero centro storico è un monumento e che quindi gli unici interventi ammissibili nel suo ambito sono i restauri. Ebbero origine così il concetto e la disciplina del restauro urbano che da Bologna si diffusero nel mondo. E a dare maggiore prestigio all'esperienza fu il fatto che si trattava di un piano per l’edilizia economica e popolare volto a bloccare l’esodo dal centro dei ceti sociali più sfavoriti a favore delle famiglie benestanti. Utilizzare per il restauro conservativo la legge per l'edilizia economica e popolare significava riconoscere che l'integrità di un centro storico è anche subordinata alla presenza di abitanti di diverse condizioni sociali, in particolare tutelando mestieri e ceti sociali originari che per secoli ne hanno contribuito a determinarne le caratteristiche.
Pierluigi Cervellati, progettista del piano non è un archistar, ma era l’assessore dell’amministrazione comunale, sindaci i comunisti Guido Fanti e Renato Zangheri.
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