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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

INVERTIRE LA ROTTA

DAI MEDIA

VENEZIA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

mercoledì 30 gennaio 2019

Venezia: nuovi incentivi alla speculazione e consumo di suolo


Con il bando approvato dalla Giunta comunale per la residenza minore continuano le invasioni barbariche della gronda lagunare da parte della speculazione edilizia calpestando le regole poste dalle leggi al territorio veneziano (e.s.)

Bologna: una pagina fondamentale della moderna cultura urbanistica

Sul manifesto di ieri, non su Libero, si definisce un orrore “il recupero conservatore del centro storico di Bologna ad opera di Pierluigi Cervellati negli anni 70 e sostenuto dalla sinistra” [...]

sabato 26 gennaio 2019

Lino Banfi. l’uomo giusto al posto giusto

[...] Banfi non può fare di peggio di quanto hanno fatto finora i commissari – italiani e non – che frequentano le commissioni Unesco e che, talvolta, scendono in piacevoli missioni per controllare lo stato dei beni tutelati.

Un clima rivoluzionario?

Continua il percorso dei comitati e movimenti ambientalisti italiani contro le grandi opere inutili, per una giustizia ambientale, che rimetta al centro dell’azione la difesa, la messa in sicurezza dei territori, i diritti degli abitanti. Qui il contributo dal Veneto (i.b.)

venerdì 25 gennaio 2019

Ricchi e poveri, diseguaglianze crescenti

Oxfam denuncia come le diseguaglianze sociali ed economiche si aggravino progressivamente. Istruzione e sanità pubblica per tutti sono gli antidodi principali da finanziare con una tassazione realmente progressiva. Proposte ragionevoli ma che non mettono in discussione il sistema capitalistico che della crescita e delle diseguaglianze è la causa.

giovedì 24 gennaio 2019

Matera 2019: che cosa sta accadendo

Eccoci, il nuovo anno è partito! Nella capitale europea della cultura si vive uno straordinario presente e si guarda al futuro, come ci racconta un'urbanista materana. (m.b)

martedì 22 gennaio 2019

Venezia cambia ma non muore

Un ampio articolo sui conflitti a Venezia e nella sua Laguna, e della resistenza dei sui abitanti alla turistificazione, mercificazione, svendita e al degrado fisico, politico, sociale e ambientale. Prende spunto da due libri recenti "La Venezia che vorrei" curato da Elisabetta Tiveron e Cristiano Dorigo e "Non è triste Venezia" di Francesco Erbani. Qui il link. (i.b.)

lunedì 21 gennaio 2019

Quali economie per quale città?

Esistono economie civili e solidali che sappiano dialogare fecondamente con i luoghi? L’ultimo numero di Scienze del territorio, curato da Giuseppe Dematteis e Alberto Magnaghi, raccoglie un quadro assai articolato di “riflessioni, azioni, esperienze, progetti di ciò che già adesso sono le economie territoriali del bene comune”. Si può leggere qui. (m.b.)

domenica 20 gennaio 2019

Riuso del patrimonio pubblico in abbandono: serve una strategia nazionale

ANCI chiede di rivedere alcune norme nazionali per favorire pratiche di riuso in grado di generare identità e produzione culturale, coesione ed innovazione sociale. Sarebbe il caso di farlo, ora. Biblius.net, dicembre 2018. (m.b.)

sabato 19 gennaio 2019

Matera capitale della cultura

Ciò di cui ha bisogno [il nostro continente] non è solo un luogo incantevole (dai Castelli della Loira ai mulini a vento dell’Andalusia, l’Europa ne è piena) ma un laboratorio di idee, un luogo di formazione, un centro di elaborazione culturale che lo aiuti a tirarsi fuori dal gran casino in cui è stato capace un’altra volta di ficcarsi.
L’Europa trabocca  di  istituti  di  credito, ristoranti biologici e vecchi monumenti trasformati in resort. È invece povera di centri di formazione per la cittadinanza, di scuole innovative, di istituti culturali d’eccellenza che siano liberi, multidisciplinari (dalla crisi attuale si esce solo con un approccio capace di intrecciare un vero dialogo tra scienziati, umanisti, artisti, economisti, politologi), e abbastanza ricchi di risorse da diventare influenti. Se Matera, naturalmente a modo proprio, sarà in grado di preparare e raccogliere una sfida di questa portata diventerà uno dei centri di gravità del continente, non solo per il 2019.

Nicola Lagioia, la Repubblica, 16 gennaio 2019, p.27

venerdì 18 gennaio 2019

TAV. Politica, menzogne, realtà. Milano –Torino // Torino – Lione

Anche non fossimo esperti specialisti di trasporto ferroviario, abbiamo saputo distinguere in questi anni gli elementi essenziali che ruotano attorno al tema dell’alta velocità. segue

giovedì 17 gennaio 2019

L’urbanistica del mercato viene da lontano

arcipelagomilano.org, 14 gennaio 2019. 
La Storia si ripete puntualmente, la Storia non insegna. (m.c.g.)



martedì 15 gennaio 2019

Forum Laudato Sì: un’alleanza per il clima, la terra e la giustizia sociale

Al Palazzo Reale di Milano il 19 gennaio 2019 dalle 9.30 si terrà un incontro sulla connessione tra cambiamenti climatici, depredazioni ambientali, migranti e povertà; si parlerà di riconversione ecologica, ecofemminismo, beni comuni, diritto al salute, resistenza culturale, antifascismo come fondamentali antidoti a questa società in declino. (i.b.) Qui il programma.

lunedì 14 gennaio 2019

Lombardia: approvato piano regionale sul consumo di suolo, ma ora deve essere attuato

Tra il dire e il fare, in urbanistica, spesso c'è di mezzo una norma transitoria che consente di rinviare obblighi e proposte. Come per il nuovo piano della Lombardia.  Dal sito millennio urbano. (m.b.)

domenica 13 gennaio 2019

L’industria della corruzione che gira intorno al petrolio

internazionale.it, 7 gen 2018. Il grande processo contro l’industria petrolifera mondiale, che coinvolge anche l’Eni, va avanti senza suscitare clamori, sebbene stia rivelando una vera e propria “industria della corruzione” a scapito dei cittadini nigeriani. Un altro scempio di “aiutiamoli a casa loro”. (i.b)

sabato 12 gennaio 2019

L'assedio continuo a Mondeggi bene comune

PerUnaltracittà, 8 dic 2018. Un'altra minaccia alla fattoria "senza padroni", un esempio di bene comune sottratto alla logica di mercato e destinato a progetti agricoli, lavoro collettivo, manutenzione, assemblee, una scuola e un teatro contadino. Qui i fattil'appello delle associazioni e alcuni riferimenti (i.b.)

Arricchirsi con la guerra

comune-info.net, 12 gen 2018. Seppellito sotto un mare di dollari l'art.11 della costituzione: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli [...]". Sono made in Italy gli hungar destinati a ospitare i droni killer americani usati usati nelle guerre nel Corno d’Africa e nello Yemen. Qui la notizia. (a.b.)

Ridisegnare il welfare a partire dai migranti

lacittàfutura.it, 8 dic 2018. Qui, ulteriori riflessioni sul pacchetto sicurezza, che non solo attacca ai diritti elementari dei migranti ma anche quelli di tutti noi. Sulla paura e la repressione promosse da questa legge si legga inoltre un articolo di eddyburg. (i.b.)

martedì 8 gennaio 2019

Petrolio, carbone e gas salveranno il lavoro (forse). Ma per il clima sarà un disastro

Il fatto quotidiano, 7 gennaio 2019. L'abbandono dei fossili per affrontare la crisi climatica, uscire dal modello di sviluppo basato sulla crescita, e quindi dare un futuro al nostro pianeta non possono essere disgiunti dalla lotta per i diritti umani e sociali e la lotta contro le diseguaglianze. (i.b.)

lunedì 7 gennaio 2019

Ci mancherai Sandra, amica compagna e collega


Lo scorso venerdì 4 gennaio a Roma, è mancata all’improvviso Sandra Annunziata, studiosa originale e curiosa, collega insostituibile, insegnante innovatrice e visionaria.
Infaticabile e convinta ricercatrice, già premio Ferraro e Marie Curie, dopo il dottorato a Roma Tre aveva condotto studi e interventi a Columbia, New York e Cornell, Ithaca, le università di Weimar, Ginevra e Leicester. Solo di recente selezionata per concorso a Roma Tre, aveva appena preso servizio come docente e ricercatrice. Ostinata e incrollabile, ha svolto una vita attiva e produttiva in Italia e all'estero, senza nulla cedere ai rituali di sfiducia, qualunquismo o estetizzazione. Criticamente attenta, pronta a sporcarsi le mani, ha catalizzato intorno alla sua ricerca numerosi reti professionali e militanti.
La sua infaticabile e incrollabile fiducia nella necessità di mettere in rete  sensibilità e  intelligenze l’ha portata nel tempo a circondarsi di esperienze, persone, contenuti, contributi. Tutti coloro che hanno avuto la possibilità di incontrarla e percorrere con lei un tratto del suo cammino sono rimasti contagiati dal suo entusiasmo. Negli anni più recenti Sandra si è impegnata con generosità  nel costruire laboratori per provare a conoscere e condividere strumenti pratici di resistenza agli sfratti a livello internazionale. Si era concentrata sulla produzione di un manuale di autodifesa, prendendo il meglio dalle diverse esperienze che era riuscita a raccogliere e coinvolgere attorno a sé. Il suo interesse partiva da una richiesta semplice, fondamentale in quanto assente, di unire risorse e soluzioni a problemi comuni ai popoli e alle città europee e non solo. Una impresa molto difficile, ma anche rispettosissima delle differenze delle esperienze coinvolte e senza alcuna pretesa di completezza, nella convinzione che la ricerca possa e debba dare un contributo sostanziale nelle questioni di giustizia sociale.
Sandra avrebbe compiuto 40 anni domani. Lascia una bimba di un anno e mezzo e il suo compagno, Elena e Francesco,  e un incredibilmente folto e sgomento gruppo di amici.

Alice, Carlotta, Claudia, Claudia, Mara, Viola, Viviana

Genova: solo il sogno ricompone la città spezzata

Di Genova si sa poco e niente. Si parla del ponte, ma non della città sottostante, la cui forma - quella di un uomo a terra con le braccia allargate - riflette la condizione attuale. Dalla rivista La Città, n. 6/2018 (m.b.)