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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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martedì 25 dicembre 2018

Per loro non c’era posto


“Per loro non c’era posto” (Vangelo di Luca) è la scritta che commenta il presepe su strada della Casa della Carità di Milano: la Natività su un gommone che naviga in un mare affollato di migranti che annegano. Non sono mancate polemiche odiose e razziste. Una consigliera regionale leghista l’ha definito “l'ennesimo tentativo per oscurare le nostre tradizioni, la nostra storia, la nostra cultura e i nostri valori con messaggi distorti". Ma il presepe piace, sia ai cristiani veri che agli atei, perché riattualizza una vicenda famosa di rifiuto di accoglienza e la cala nel dramma quotidiano dell’emigrazione. (m.c.g.)
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