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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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martedì 25 dicembre 2018

Per loro non c’era posto


“Per loro non c’era posto” (Vangelo di Luca) è la scritta che commenta il presepe su strada della Casa della Carità di Milano: la Natività su un gommone che naviga in un mare affollato di migranti che annegano. Non sono mancate polemiche odiose e razziste. Una consigliera regionale leghista l’ha definito “l'ennesimo tentativo per oscurare le nostre tradizioni, la nostra storia, la nostra cultura e i nostri valori con messaggi distorti". Ma il presepe piace, sia ai cristiani veri che agli atei, perché riattualizza una vicenda famosa di rifiuto di accoglienza e la cala nel dramma quotidiano dell’emigrazione. (m.c.g.)
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