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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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giovedì 27 dicembre 2018

Pensiero di Natale: ogni epoca ha il suo Erode

L’ultima vittima del dramma dell’emigrazione dal Centro America è Felipe Alonzo-Gomez: un bambino guatemalteco di 8 anni.



Catturato con il padre mentre cercava di raggiungere la Terra Promessa dopo il lunghissimo viaggio dal suo paese agli Stati Uniti, Felipe Alonzo-Gomez è stato trasferito in quattro luoghi diversi di detenzione in poche ore, ed è morto per cause ancora ignote.


L’ultima vittima del dramma dell’emigrazione dal Centro America è Felipe Alonzo-Gomez: un bambino guatemalteco di 8 anni, catturato con il padre mentre cercava di raggiungere la 'Terra Promessa' dopo il lunghissimo viaggio dal suo paese agli Stati Uniti. Trasferito in quattro luoghi diversi di detenzione in poche ore, è morto per cause ancora ignote.

Ma anche il dramma dei bambini separati dalle famiglie e incarcerati non appena attraversato il confine sta assumendo proporzioni bibliche. Negli USA, da decenni era stata abbandonata la politica di segregazione dei bimbi senza genitori in grandi orfanotrofi, per via dei gravissimi danni psichici che ne erano derivati. Ma per i figli dei migranti non c’è alcuna pietà: si calcola che oggi siano almeno 14.300 i bambini separati dalla famiglia e i minori non accompagnati che il governo federale ha ammassato e segregato in centri di detenzione.

Chi presiede al controllo dell’immigrazione è il Department of Homeland Security: istituito dopo l’11 settembre da George W. Bush, accorpa attualmente in un unico ministero tutte le istituzioni e agenzie federali che si occupano della sicurezza interna (molte iniziative persecutorie promosse dal DHS, ad esempio quelle dirette alla identificazione dei ‘dreamer’ - i giovani emigrati da bambini negli Stati Uniti che Trump si prefiggeva di espellere - sono state efficacemente contrastate dagli stati e dalle città “santuario”, vedi su eddyburg.it)

La attuale responsabile dell’Homeland Security (purtroppo una donna) ha scaricato la responsabilità dell’atroce destino di Felipe su “i contrabbandieri, i trafficanti, i genitori che mettono a rischio i minori imbarcandosi in questo viaggio difficile e pericoloso verso Nord”.

Un vero e caritatevole ‘pensiero di Natale’ da parte di un’emula di Erode!
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