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8 dicembre: L'Italia che lotta per la giustizia ambientale

8 dicembre: L'Italia che lotta per la giustizia ambientale
In migliaia contro questo modello di sviluppo che sta devastando l'habitat in cui viviamo. Contro le grandi opere inutili e dannose; l'inquinamento dell'aria; la contaminazione di acque e suolo da processi industriali; gli inceneritori, le politiche sui rifiuti e l'ecomafia che ci specula; il consumo di suolo; le grandi navi; i gasdotti e la dipendenza dai fossili; la sottrazione di beni comuni; le antenne militari; l'erosione della democrazia; il prevalere del profitto di pochi sul benessere di tutti. Non solo per la difesa dell'ambiente, della salute, dei territori, ma per un inversione di rotta (i.b.)

INVERTIRE LA ROTTA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

DAI MEDIA

giovedì 15 novembre 2018

Sintesi del progetto

15 novembre 2018. Eddyburg insieme ad altre associazioni si è aggiudicata il finanziamento per un microprogetto nell’ambito dell’iniziativa «100.000 EURO PER LA SOSTENIBILITÀ» promossa da NOPLANETB: "il verde" urbano come strumento per restituire ai residenti degli spazi pubblici vivibili. Qui i dettagli del progetto. (i.b.)


«Abitare il verde a Venezia» è un progetto sviluppata da eddyburg.it e Zoneonlus e realizzato in collaborazione con AmbienteVenezia, Circolo Culturale Peroni, Microclima, ReBiennale, Laboratorio Occupato Morion e abitanti.

«Abitare il verde a Venezia» si è classificato primo (qui la graduatoria) alla prima edizione della call for innovation ‘100.000 euro per la sostenibilità’. Qui il link al video preparato per concorrere al finanziamento. 

«100.000 EURO PER LA SOSTENIBILITÀ» è un progetto finanziato nell’ambito del programma di sensibilizzazione ed educazione allo sviluppo (DEAR) che ha lo scopo di informare i cittadini europei nei confronti dello sviluppo e delle problematiche ad esso correlate. Implementato da Fondazione punto.sud, in qualità di ente capofila, e Asociatia Servicul Apel, AMI – Fundação de Assistência Médica Internacional, Fondo Andaluz de Municipios para la Solidaridad Internacional, Finep akademie e.V., Hungarian Baptist Aid.

Il progetto è iniziato i primi di novembre e sarà concluso tra Aprile e Maggio 2019 e ha ricevuto un finanziamento pari a 6300 euro, a cui si aggiungono altri 700 euro di co-finanziamento.


Da cosa nasce l’idea di progetto? E perché è importante?

Il progetto si forma intrecciando due parallele esigenze percepite ed espresse da un’ampia parte della cittadinanza. Da una parte, c’è la necessità di provare a contrastare dal basso con azioni concrete, la tendenza in atto di considerare e gestire Venezia come una cartolina destinata al consumo turistico, dove tutti gli spazi e le attività della città sono in funzione dei visitatori. La popolazione stabile di Venezia si vede erodere progressivamente gli spazi della vita quotidiana: sia le attività commerciali che culturali vengono concepite per i turisti e non gli abitanti; i campi e le calli sono invase tutto l’anno da visitatori rendendo gli spostamenti e la permanenza dei residenti negli spazi aperti difficili; si riducono gli spazi di aggregazione sociale sia all’aperto che al chiuso dove sviluppare attività che vedono gli abitanti protagonisti. Dall’altra parte, si vuole sensibilizzare maggiormente la popolazione sul tema della sostenibilità ambientale e sul ruolo del verde nel contribuire alla salute, alla vivibilità urbana e alla mitigazione dei cambiamenti climatici, per spronare l’amministrazione a considerare la qualità dell’aria, la riduzione di CO2 e il verde urbano come priorità. Se nel passato il centro storico di Venezia era circondato interamente da campi verdi e pascoli, nel corso dei secoli queste aree sono state gradualmente ricoperte dalla pavimentazione dove gli alberi sono sporadici. Le zone verdi sono concentrare nell’area dei “Giardini” (ora parte della Biennale di Venezia e quindi accessibili da maggio a novembre solo a chi è in possesso del biglietto) e di “Sant’Elena”, nell’estremità orientale dell’isola, oppure nelle corti private, inaccessibili ai più e nascoste dietro a muri e cancelli. Contemporaneamente alla riduzione di verde, con l’aumento dei mezzi acquei a motore, dalle grandi Navi ai motoscafi e vaporetti, l’inquinamento di Venezia sta raggiungendo valori molto alti, nonostante sia una città priva di automobili. Venezia, è la seconda città del Veneto per numero più alto di sforamenti dei limiti di legge di sostanze inquinanti l’aria.

Il caso di Venezia, di città che deve affrontare sia il problema della vivibilità, in relazione alla forte turistificazione, che dell’inquinamento atmosferico, è emblematico di quanto sia fondamentale gestire sapientemente e rapidamente entrambi questi problemi per non giungere al collasso. L’importanza di Venezia nel mondo e le manifestazioni cittadine per contrastare questi problemi che fanno sempre più notizia, danno grande visibilità sia alle tematiche ambientaliste che ai problemi in generale della vivibilità urbana dalle quali sia il progetto che il bando possono trarne vantaggio, per riverberare i benefici e offrire maggiori opportunità di replicazione e continuazione delle azioni.

La visibilità di Venezia e il suo stato di città d’arte unica richiede un’attenzione particolare nella qualità, anche estetica, dei manufatti per evitare critiche generali e ostacoli dall’amministrazione comunale. Questa è la ragioni per cui nel gruppo di lavoro si è pensato di inserire delle figure professionali come architetti, designer e artisti in modo da combinare l’utilità ambientale con la qualità artistica del verde da realizzare. Le recentissime note polemiche dell’amministrazione comunale nei confronti di attività di protesta e azioni dal basso potrebbero irrigidire ulteriormente l’occupazione di suolo pubblico per attività cittadine e popolari. In questo clima, si preferisce utilizzare per l’evento di aggregazione sociale che conclude il progetto uno spazio collettivo chiuso già deputato a queste attività.

Per la cittadinanza di Venezia questo progetto è un’opportunità di arricchire la città non solo di un’ulteriore spazio verde, ma anche di vedere come ulteriormente espandere questi spazi in altre zone attraverso azioni dal basso , in quanto il laboratorio di progettazione includerà diversi spazi e la realizzazione mostrerà come mettere in pratica alcune tecniche. Rappresenta anche un momento di riconoscimento dell’abitante residente e dei suoi diritti di avere una città vivibile nelle sue attività quotidiane normali, e non solo una città da visitare.



Componenti del progetto

“Verde nascosto”: concorso fotografico
Aperto a tutti e gratuito, che sarà lanciato a Gennaio 2018!
Si potrà partecipare inviando una o più foto di un luogo verde di venezia non accessibile, sconosciuto, inedito. Le fotografie verranno raccolte, messe in relazione a una mappa della città e organizzate in una mostra pubblica in primavera.

“Campo verde”: laboratorio di progettazione
Un gruppo di abitanti, si pubblicherà l'invio a partecipare a fine dicembre, faranno parte di un team di progetteranno la vegetazione di tre-quattro spazi di Venezia, sperimentando diverse tipologie di verde, per esempio: orto urbano, giardino o orto verticale, totem verde, rampicanti, oasi, foresta in vaso, sotto la guida di storici, agronomi, etologi, architetti, paesaggisti, e giardinieri. La scelta della vegetazione e dei materiali utilizzati per creare la struttura dovranno essere pensati in riferimento alla localizzazione all'interno del campo e all’uso che gli abitanti ne fanno, alle condizioni climatiche, a garantire la manutenzione. Uno di questi progetti verrà realizzato!
Tra due settimane pubblicheremo le aree di progetto.

“Verde Venezia”: mostra di primavera
In un luogo ancora da stabilire verranno organizzati i materiali del progetto, le foto selezionate, i progetti del laboratorio, i testimonial della realizzazione in una mostra-installazione aperta al pubblico.

Per informazioni/collaborazioni al progetto scrivere a. ilaboniburini@gmail.com

Cronoprogramma del progetto





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