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Occorre vedere e non guardare in aria

Occorre vedere e non guardare in aria
Il 25 Aprile 1945 l'Italia si riscattò dall'asservimento al nazismo. Oggi più che mai è necessario il monito di Bertold Brecht: «E voi, imparate che occorre vedere e non guardare in aria; occorre agire e non parlare. Questo mostro stava una volta per governare il mondo! I popoli lo spensero, ma ora non cantiam vittoria troppo presto il grembo da cui nacque è ancora fecondo». Con queste parole si apre il Museo Monumento al Deportato di Carpi, dedicato alla deportazione e ai campi di concentramento. (a.b.)

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lunedì 26 novembre 2018

Il conflitto e quelle carovane di migranti

comune.info, 20 novembre 2018. Dall'Europa agli Stati Uniti una "lotta di classe" è in atto. Con commento. (a.b.)



Da una parte gli 'ultimi': quelli che il capitalismo segrega, opprime o sfrutta, che tentano di sopravvivere e assicurare un futuro ai loro figli cercando di raggiungere i "luoghi del benessere"; dall'altra i privilegiati: quelli che il capitalismo arrichisce, che a suon di meschinità, prevaricazioni e talvolta violenza difendono un impero ormai in decadenza, costruito anche con le risorse rubate ai questi "paesi poveri" da cui si scappa. 

Qui il link all'articolo su comune info di Guido Viale. Sul lungo cammino e i pericolosi confini che hanno attraversato, ma anche sulla loro volontà di proseguire si legga: "La carovana dei migranti va avanti inseguendo un miracolo" di Sebastian Escalòn.

Questi 'ultimi', non sono altro che i nuovi dannati della terra: gli sfrattati dello sviluppo: qui un articolo di Ilaria Boniburini per approfondire le ragioni e le responsabilità che abbiamo nei confronti di queste popolazioni in fuga. (a.b.)




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