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8 dicembre: L'Italia che lotta per la giustizia ambientale

8 dicembre: L'Italia che lotta per la giustizia ambientale
In migliaia contro questo modello di sviluppo che sta devastando l'habitat in cui viviamo. Contro le grandi opere inutili e dannose; l'inquinamento dell'aria; la contaminazione di acque e suolo da processi industriali; gli inceneritori, le politiche sui rifiuti e l'ecomafia che ci specula; il consumo di suolo; le grandi navi; i gasdotti e la dipendenza dai fossili; la sottrazione di beni comuni; le antenne militari; l'erosione della democrazia; il prevalere del profitto di pochi sul benessere di tutti. Non solo per la difesa dell'ambiente, della salute, dei territori, ma per un inversione di rotta (i.b.)

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martedì 27 novembre 2018

Grandi navi nella Laguna di Venezia: lettera aperta al Ministro Toninelli

AmbienteVenezia, 19 novembre 2018. Le propensioni del governo a spostare le navi a Porto Marghera sollevano forti preoccupazioni. Sono scelte frutto di iniziative lobbistiche, interessi particolari, visioni settoriali e non sulla conoscenza della laguna. Con riferimenti (i.b.)


Il Ministro Danilo Toninelli chiede una integrazione di documenti sulla questione delle grandi navi crociera a Marghera, ipotesi emersa nell’ultimo Comitatone di un anno fa.

Qualunque sia l’approccio che il neo Ministro alle Infrastrutture Toninelli intenda assumere sul tema veneziano (che auspichiamo essere coerente con la campagna elettorale del suo movimento che indicava le grandi navi crociera fuori dalla laguna) dovrà comunque prendere atto di un contesto della ricostruzione procedurale in cui:
  • si sta rivolgendo ad un’Autorità Portuale che non ha mai dimostrato la sua doverosa terzietà, che ha proposto e finanziato con danaro pubblico progetti poi non andati a buon fine quale lo scavo del canale Contorta S. Angelo e la variante delle Trezze, che fa ricorsi contro il proprio Ministero per ostacolare proposte alternative , che produce uno “ Studio di analisi multicriteria delle alternative per la crocieristica a Venezia “ viziato da macroscopici errori e privo di fondamenti tecnico-scientifici e che non avrebbe dovuto essere commissionato in quanto l’istruttoria sulle alternative si era già conclusa
  • che sulla base di tale pseudo analisi si afferma che l’ultimo Comitatone del 7 novembre 2017 avrebbe individuato una soluzione progettuale che prevede l’ingresso delle navi crociera in Laguna attraverso la bocca di porto di Malamocco ed il canale dei Petroli per giungere a Marghera realizzando una nuova stazione marittima in un’area privata nel canale nord per l’ormeggio di 2 grandi navi e lo scavo del canale Vittorio Emanuele per far giungere le navi fino alle 100.000 tonn. di stazza alla Marittima. Come risulta dal verbale della riunione non si è assunta nessuna Delibera o Atto di Indirizzo e pertanto la riunione non ha prodotto alcun effetto decisorio né amministrativo
  • non si evidenzia però (oltre ai tempi di realizzazione che verosimilmente vanno dai 6 agli 8 anni, i danni provocati dal dislocamento, i 7 milioni di mc. per lo scavo di fanghi prevalentemente inquinati e le interferenze con il Mose in uno scenario di accentuato eustatismo) che entrambe le soluzioni erano state oggetto di critiche da parte della Capitaneria di Porto per motivi afferenti la sicurezza della navigazione in laguna e che erano state giudicate inaccettabili dalla stessa Autorità Portuale in sede di istruttoria VIA quali proposte alternative al progetto Contorta per le negative interferenze con i traffici commerciali del porto di Marghera.
  • presso il suo Ministero esiste un unico progetto che ha superato la VIA – Nuovo terminal crociere di Venezia – bocca di Lido- con un parere positivo con prescrizioni migliorative mentre tutti gli altri esaminati dalla stessa Commissione VIA ( Contorta-S.Angelo, Nuovo porto passeggeri a Porto Marghera, Avamporto galleggiante alla bocca di Lido ) per le loro molteplici criticità non hanno potuto ottenere il parere positivo ed altri non presentano un adeguato livello di definizione tanto da non poter affrontare neanche la fase di scoping per la valutazione.
  • questo progetto si trova inspiegabilmente giacente dal 7 marzo 2017 presso i tavoli del ministro Toninelli a cui spetta il compito di inviarlo al Consiglio Superiore dei LL.PP. per il parere di competenza, convocare una Conferenza dei servizi per poi svolgere la procedura prevista dalle leggi vigenti (nuovo codice degli appalti) con la trasparenza dovuta. Solo così si può individuare la via navigabile alternativa con costi e tempi certi di realizzazione e autorizzare nel frattempo quella fase transitoria che in deroga consente il transito delle navi crociera superiore alle 40.000 tonn. di stazza (art.3 del decreto Clini-Passera).
Oggi esistono tutte le condizioni per estromettere dalla Laguna le grandi navi crociera, smarcandosi da quegli interessi di parte predatori del bene pubblico, in coerenza con la dichiarazione comune del’ottobre scorso dei Ministri Toninelli, Costa e Bonisoli: “garantiremo piena tutela ambientale, culturale e paesaggistica, mantenendo Venezia quale primario polo crocieristico italiano”.
Perseverare con manovre dilatorie o con altre ipotesi che dovessero profilarsi all’interno della Laguna il “governo del cambiamento” si renderebbe responsabile di creare una inaccettabile situazione di stallo che, a distanza di oltre 6 anni dal decreto Clini-Passera, consentirà di fatto per ancora tanti anni il transito delle grandi navi crociera attraverso il bacino di S. Marco ed il canale della Giudecca.

Riferimenti

Qui una sintesi della lunga vicenda delle grandi navi, dal 2012 con l'emanazione del decreto Cini-Passera alla vigilia dl nuovo governo Lega-5 Stelle: "La soap opera delle grandi navi" di Giulio Marco (Febbraio 2018).
Sulla gravità delle ripercussioni ambientali del progetto di Marghera, a favore del quale sembra essere anche il governo oltre che l'Autorità Portuale e gli interessi del crocerismo si legga "Grandi navi a Porto Marghera, progetto ad alto rischio" (Luglio 2017) di Andreina Zitelli
Sul famoso Comitatone del 7 novembre 2017 si legga "Grandi navi. Le voci per il bene comune e quelle degli interessi privati" di Lidia Fersuoch.
Vogliamo inoltre ricordare lo straordinario risultato del referendum popolare autogestito del 18 giugno 2017, a cui hanno votato 18.105 persone (80% per veneziani), il cui 98% si è espresso contro le grandi navi in Laguna. Qui il comunicato stampa a cura di Cittadini per l’aria onlus con Ambiente Venezia, e Comitato No Grandi Navi-Laguna bene comune, Ecoistituto del Veneto Alex Langer, Italia Nostra (Venezia), Movimento dei consumatori (Venezia) e We are here Venice. E anche un articolo di Giuseppe Pietrobelli "Venezia, in 18mila al referendum contro le grandi navi: “Risultato inatteso, porteremo i voti alle istituzioni”.
Segnaliamo inoltre perchè eddyburg ritiene fondamentale contrastare tutti i progetti che mantengono le navi nella Laguna di Venezia: "Venezia: perchè "No alle grandi navi" di Ilaria Boniburini e Edoardo Salzano (Settembre 2018).
Infine, sulle negative ripercussioni delle grandi navi e del turismo che esse portano si legga l'articolo di Clara Zanardi "Oltre la Nave. Sull'impatto antropico del crocerismo" (Geennaio 2018). (i.b.)



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