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8 dicembre: L'Italia che lotta per la giustizia ambientale

8 dicembre: L'Italia che lotta per la giustizia ambientale
In migliaia contro questo modello di sviluppo che sta devastando l'habitat in cui viviamo. Contro le grandi opere inutili e dannose; l'inquinamento dell'aria; la contaminazione di acque e suolo da processi industriali; gli inceneritori, le politiche sui rifiuti e l'ecomafia che ci specula; il consumo di suolo; le grandi navi; i gasdotti e la dipendenza dai fossili; la sottrazione di beni comuni; le antenne militari; l'erosione della democrazia; il prevalere del profitto di pochi sul benessere di tutti. Non solo per la difesa dell'ambiente, della salute, dei territori, ma per un inversione di rotta (i.b.)

INVERTIRE LA ROTTA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

DAI MEDIA

domenica 18 novembre 2018

Copertina N°45, 19 novembre 2018


Solo una minoranza di stati europei accoglie i rifugiati, di fatto sottraendosi agli obblighi internazionali; mentre molti cittadini, al contrario dei politici, manifestanocompassione, solidarietà e impegno per la giustizia e i diritti umani. Ma le attività di supporto ai migranti di movimenti, organizzazioni, gruppi e persone vengono sempre più ostacolate e criminalizzate. Le intimidazioni sono diventate ampie e sistematiche; e sono in funzione della politica di "esternalizzazione" dell'UE, che vuole spostare i rifugiati dall'Europa meridionale alla Turchia e all'Africa settentrionale.
Si legga il rapporto di TNT e dell' Institute of Race Relations intitolato "The shrinking space for solidarity with migrants and refugees: how the European Union and Member States target and criminalize defenders of the rights of people on the move". (i.b.)
Fonte: Unframe di Mstyslav Chernov, tratto dalla copertina del rapporto.

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