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8 GIUGNO: MAI PIU'

8 GIUGNO: MAI PIU'
Dopo l'incidente di domenica mattina, nel quale una gigantesca nave da crociera ha investito un' imbarcazione e si è schiantata contro la riva, è stata indetta una manifestazione contro le grandi navi in Laguna. E' dal 2006 che A Venezia ci si oppone a questi mostri d'acciaio, pericolosi, inquinanti, devastanti. Non mancherebbero provvedimenti ai quali appellarsi per tenere fuori le navi, ma le istituzioni non esercitano i loro poteri, colluse come sono con gli interessi economici dominanti. Domani tutti alle Zattere, ore 16.00, anche se il prefetto ha negato il permesso di concludere il corteo a Piazza San Marco, luogo aperto a tutti i turisti e mercanti ma non a chi protesta! (a.b.)

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martedì 13 novembre 2018

Conflitto e partecipazione nella gestione delle risorse naturali. Il caso del fiume Seveso

Che-fare, 1 ottobre 2018. Esemplificativo di come il problema delle alluvioni sia un problema di utilizziamo del suolo e dell'eccessiva cementificazione che lo rende impermeabile. E dell'importanza di ascoltare i conflitti che emergono dai territori. (i.b.)


L'articolo è emblematico di un processo urbano che ha investito moltissimi centri urbani europei e di come il consumo di suolo sia strettamente legato a straripamenti di fiumi, inondazioni e alluvioni. Nel ripercorrere la storia del fiume Seveso (Milano) e delle opere idrauliche ad esso connesso si mette in rilievo come "il problema di acqua è in realtà un problema di terra", cioè di un eccessiva e progressiva impermeabilizzazione del suolo attraverso il processo di urbanizzazione della natura e industrializzazione.
L'altro aspetto interessante è la descrizione del processo intrapreso dalla regione Lombardia per la riduzione dell’inquinamento delle acque, la difesa idraulica/rischio idrogeologico, la ri-naturalizzazione e il miglioramento paesaggistico. E' stato adottato uno strumento piuttosto innovativo, il contratto di fiume: "un protocollo che prevede forme di accordi volontari tra attori locali per una mobilitazione strategica atta ad affrontare problematiche ambientali" che però non ha sfruttato tutte le opportunità che lo strumento offriva, riducendosi a un strumento di ricerca del consenso su un progetto pre-stabilito piuttosto che di ascolto e co-progettazione con i territori per la ricerca di soluzioni ecosostenibili.
Fortunatamente, le comunità locali sono sempre più attente e capaci di comprendere le contraddizioni tra sviluppo e salvaguardia dei territori e sono emersi importanti conflitti nei confronti della costruzione dei bacini di laminazione, la soluzione proposta dalla regione per ridurre le portate in eccesso durante le piene. Le comunità locali si sono opposte al progetto perchè questi bacini sono di fatto delle opere di urbanizzazione che sottraggono ulteriore territorio ‘libero’ e che non risolvono la pessima qualità delle acque del fiume, che vengono stoccate in aree prossime ad abitazioni.
Si veda sull'argomento delle alluvioni, problema di terra, l'articolo di Giorgio Nebbia "Alluvioni". (i.b.)
L'articolo è qui raggiungibile.


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