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8 dicembre: L'Italia che lotta per la giustizia ambientale

8 dicembre: L'Italia che lotta per la giustizia ambientale
In migliaia contro questo modello di sviluppo che sta devastando l'habitat in cui viviamo. Contro le grandi opere inutili e dannose; l'inquinamento dell'aria; la contaminazione di acque e suolo da processi industriali; gli inceneritori, le politiche sui rifiuti e l'ecomafia che ci specula; il consumo di suolo; le grandi navi; i gasdotti e la dipendenza dai fossili; la sottrazione di beni comuni; le antenne militari; l'erosione della democrazia; il prevalere del profitto di pochi sul benessere di tutti. Non solo per la difesa dell'ambiente, della salute, dei territori, ma per un inversione di rotta (i.b.)

INVERTIRE LA ROTTA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

DAI MEDIA

giovedì 29 novembre 2018

Porto Marghera. La nostra storia e le nostre lotte: lavoro, salute, ambiente

Intervento al Convegno Nazionale "Luigi Mara e Medicina Democrazia: la stagione del modello operaio di lotta alle nocività", Milano, 20 ottobre 2018: Per non dimenticare il ruolo importante di Medicina Democratica e di quelle lotte operaie nella difesa della salute umana e dell'ambiente. (i.b.)

I Comuni dicono no al Decreto Sicurezza


Numerosi consigli comunali hanno già votato mozioni che chiedono la sospensione immediata del Decreto: Lecco, Bologna, Firenze, Mantova, Merano, Milano, Palermo, Torino, Senigallia, Ancona… Continueremo ad aggiornare l’elenco ricordando a tutti la frase di Hanna Harendt: “Il diritto ad avere diritti, o il diritto di ogni individuo all’umanità, dovrebbe essere garantito dall’umanità stessa”. (m.c.g.)
Fonte: immagine tratta da Belluno Pop. 

mercoledì 28 novembre 2018

Milano città santuario? Una proposta al sindaco Sala

ArcipelagoMilano, 26 novembre 2018. Sulla scarsa qualità dell'accoglienza milanese in paragone a quelle di altre città europee. Ma non c'è da stupirsi: le politiche urbanistiche sono mere procedure in deroga dove l'edilizia economico popolare è quasi inesistente. Il link all'articolo.

L’analisi costi benefici applicata al porto croceristico

Le navi inquinano molto: bisogna tenere conto dei costi ambientali. Al vaglio le proposte interne alla laguna e quelle esterne (le uniche accettabili). Senza dimenticare l'impatto del crocerismo sulla città. Dovranno essere i privati, coloro che beneficiano di questo business, a pagare le spese del trasferimento del porto.  (i.b.)

Mercati, riforme, sviluppo, le fake words del neoliberismo

“I mercati ci chiedono le riforme per rilanciare lo sviluppo” [...] Proviamo a tradurre queste parole magiche nel loro autentico significato, un esercizio non di parte, ma puramente ermeneutico. 

martedì 27 novembre 2018

8 dicembre PaP Veneto in piazza contro le grandi opere alla marcia per il clima

Contropiano, 27 novembre 2018. Anche Potere al Popolo l'8 dicembre scende in piazza per sostenere la mobilizzazione nazionale contro le grandi opere e per la giustizia ambientale, organizzata dai comitati e movimenti ambientalisti di tutta Italia. Con riferimenti (i.b.) 

Grandi navi nella Laguna di Venezia: lettera aperta al Ministro Toninelli

AmbienteVenezia, 19 novembre 2018. Le propensioni del governo a spostare le navi a Porto Marghera sollevano forti preoccupazioni. Sono scelte frutto di iniziative lobbistiche, interessi particolari, visioni settoriali e non sulla conoscenza della laguna. Con riferimenti (i.b.)

lunedì 26 novembre 2018

Il conflitto e quelle carovane di migranti

comune.info, 20 novembre 2018. Dall'Europa agli Stati Uniti una "lotta di classe" è in atto. Con commento. (a.b.)

Il Diritto alla Città Storica

Centri storici: più rendono economicamente, più sono sfruttati senza remore. Più sono fragili, più sono lasciati a se stessi. La proposta di legge promossa dall'associazione Bianchi Bandinelli si oppone a questa deriva e propone una felice sintesi fra il diritto alla città storica e il diritto all'abitare. Con riferimenti (m.b.)


domenica 25 novembre 2018

Qualità urbana? La giunta del Veneto presenta un nuovo piano casa e numerose deroghe

ecopolisnewsletter, 22 novembre 2018. Dal Presidente onorario di Legambiente Padova l’ennesima testimonianza critica su una sedicente ‘riforma’ che si occupa di riqualificazione urbana: nel Veneto. Con commento. (m.c.g.)

venerdì 23 novembre 2018

La distruzione di Venezia


Dalla grande acqua alta del 1966, che minacciò di distruggere Venezia e la sua Laguna, si è compreso che una delle cause principali della catastrofe era costituita dal Canale dei Petroli, e perciò il parlamento decise che andava dismesso e i fondali ripristinati. Mezzo secolo dopo, ci si propone addirittura di raddoppiarlo per far passare le grandi navi che entrando dalla bocca di Malamocco si dirigono a Marghera, dove il nuovo governo pensa di spostare il crocierismo! Non a caso questo passaggio è chiamato l'autostrada del mare, per le colate di cemento che saranno necessarie. Per saperne di più sull'importanza strategica della dismissione del Canale dei Petroli nell'equilibrio della Laguna e sulle opere di allargamento e irrigidimento che si ritornano a proporre si legga la lettera di Stefano Boato "Dal canale dei petroli".Fonte: Nell'immagine le Draghe per lo scavo del canale dei petroli anni ‘60 (qui il link da dove è stata presa la foto). 




mercoledì 21 novembre 2018

Ancora il MoSE, e l’alternativa

perUnaltracittà, 20 novembre 2018. L'acqua alta di ottobre, la quarta più alta dopo quella del 1966, è usata per rilanciare il sostegno al MoSE, un'opera che contravviene tutte le regole ed è stata criticata ad oltranza per la sua incapacità di risolvere il problema di Venezia. Qui il link all'articolo. E riferimenti. (i.b.)

Il decreto della paura e della repressione diventa legge

Con l'approvazione alla Camera, il Decreto Salvini diventa Legge. Un manuale nazista di come respingere, spossessare dei diritti, segregare e opprimere le vittime dello sfruttamento capitalistico, del capitalismo di ieri e di oggi. Qui una raccolta di articoli per comprendere i rischi che pone alle nostre libertà. (i.b.)

domenica 18 novembre 2018

Una breve bibliografia sulla TAV Torino Lione

Alcuni articoli per informarsi su questa grande inutile opera, che l’establishment affaristico, finanziario e politico, con la complicità di alcuni media, continua a sostenere nonostante i numeri e i fatti dicono che non conviene, economicamente, socialmente e da un punto di vista ambientale. (i.b.)

Copertina N°45, 19 novembre 2018


Solo una minoranza di stati europei accoglie i rifugiati, di fatto sottraendosi agli obblighi internazionali; mentre molti cittadini, al contrario dei politici, manifestanocompassione, solidarietà e impegno per la giustizia e i diritti umani. Ma le attività di supporto ai migranti di movimenti, organizzazioni, gruppi e persone vengono sempre più ostacolate e criminalizzate. Le intimidazioni sono diventate ampie e sistematiche; e sono in funzione della politica di "esternalizzazione" dell'UE, che vuole spostare i rifugiati dall'Europa meridionale alla Turchia e all'Africa settentrionale.
Si legga il rapporto di TNT e dell' Institute of Race Relations intitolato "The shrinking space for solidarity with migrants and refugees: how the European Union and Member States target and criminalize defenders of the rights of people on the move". (i.b.)
Fonte: Unframe di Mstyslav Chernov, tratto dalla copertina del rapporto.

Eddy. Riflessioni su Venezia

Nell'ultimo capitolo del libro di Francesco Erbani “Non è triste Venezia", edizioni Manni, si raccontano le riflessioni, i punti di vista e le emozioni di Edoardo Salzano, che dagli anni Settanta del secolo scorso ha deciso di vivere a Venezia, dove ha insegnato ed è stato assessore dell'urbanistica. (p.d.)

sabato 17 novembre 2018

Manifestazione Nazionale contro le grandi opere e la giustizia ambientale

Al terzo appuntamento dell'assemblea nazionale contro le grandi opere inutili che si è tenuta a Venaus si è confermata la manifestazione capillare sui territori per l'8 dicembre e lanciato una grande manifestazione nazionale a Roma il 23 di marzo prossimo. (i.b.)

Val di Susa: Appello per un assemblea nazionale

Oggi si tiene un 'assemblea a Venaus, per rafforzare il fronte di chi ha cuore il futuro dei territori e chiede uno stop immediato di tutte le grandi opere inutili e dannose, appuntamento che segue il percorso iniziato a Venezia a settembre. Qui i dettagli delle mobilitazioni. (i.b.)

venerdì 16 novembre 2018

La questione dei “Prati di Caprara”: un’occasione per una domanda all’urbanistica bolognese

Intervento all’istruttoria pubblica del 13 novembre 2018  sul progetto per i Prati di Caprara voluta da 47 associazioni di cittadini per fermare un’operazione di sedicente ‘rigenerazione’ che potrebbe cancellare il Bosco urbano dei Prati di Caprara. Con commento e riferimenti (m.c.g)

Per la tutela dei centri storici

Sempre meno abitanti e sempre più turisti, meno spazi sociali e più esercizi commerciali. Una proposta di legge per contrastare questa deriva e intervenire per la tutela dei centri storici come luoghi da riabitare, nelle città d'arte e nei paesi in spopolamento. Con riferimenti (m.b).

giovedì 15 novembre 2018

Contrasto al turismo a Venezia: una replica a Massimo Cacciari

Contrastare il turismo a Venezia si può e quando si e voluto lo si è fatto. Poi sono arrivati i barbari. Un commento da un ex assessore all'urbanistica di Venezia. (e.s.)

Sintesi del progetto

15 novembre 2018. Eddyburg insieme ad altre associazioni si è aggiudicata il finanziamento per un microprogetto nell’ambito dell’iniziativa «100.000 EURO PER LA SOSTENIBILITÀ» promossa da NOPLANETB: "il verde" urbano come strumento per restituire ai residenti degli spazi pubblici vivibili. Qui i dettagli del progetto. (i.b.)

mercoledì 14 novembre 2018

Il buio oltre la siepe, dal sonno della pianificazione alla città sprecata

L’Istruttoria Pubblica sui Prati di Caprara e la politica urbanistica di Bologna. Come il Comune di Bologna, contro l’opinione di migliaia di cittadini attivi, ha posto le basi della cementificazione di un bene straordinario che abbandono e natura hanno donato alla città. 

Non è un treno

Testo integrale dell'articolo uscito su il manifesto, 14 novembre 2018. Sacrosanta denuncia della complicità della stampa con la cieca e dissennata politica delle grandi opere, inutili e dannose. (e.s.)

martedì 13 novembre 2018

Conflitto e partecipazione nella gestione delle risorse naturali. Il caso del fiume Seveso

Che-fare, 1 ottobre 2018. Esemplificativo di come il problema delle alluvioni sia un problema di utilizziamo del suolo e dell'eccessiva cementificazione che lo rende impermeabile. E dell'importanza di ascoltare i conflitti che emergono dai territori. (i.b.)

lunedì 12 novembre 2018

Alluvioni

Ogni anno delle piogge intense, magari imputabili al cambiamento climatico che surriscalda il pianeta, tanto per dare la colpa a qualcuno, fanno uscire l’acqua [...] si invoca lo stato di “calamità naturale” [...] Nessuno prende in considerazione che non c’è niente di “naturale”. Segue

domenica 11 novembre 2018

Una guida per l’azione

Gli spazi culturali conviviali vanno difesi dove sono sotto pressione, riconquistati dove sono sottratti, rivendicati dove possono essere attivati. Qui la prima guida di eddyburg, redatta in collaborazione con eutropian, per Fare spazio alle attività culturali.

Fare spazio alle attività culturali

Un nuovo standard per una città multiculturale e solidale: il tema della scuola di eddyburg è l'argomento del numero 16 della rivista Quaderni di urbanistica tre. Disponibile in libreria e on-line. (m.b.)

Urbanistica, architettura. Tempus fugit, fermare le dimenticanze

L’urbanistica del progetto di opposizione ai devastatori del territorio e volta al bene comune ha dovuto ritrarsi nelle catacombe delle città, nel freddo e nell’oscurità. Segue

sabato 10 novembre 2018

Una legge per salvare le città d’arte

Left, 9 Novembre 2018. Intervista di Maria Pia Guermandi a Vezio De Lucia sul disegno di legge a tutela dei centri storici di fatto ignorati dalla legislazione per la salvaguardia dei beni culturali, che si presenterà il 12 novembre al Convegno "Il diritto alla città storica" (qui il programma). (i.b.) 

Grandi opere: inutili per chi?

Alcuni aspetti sono ricorrenti nei progetti e nelle vicende delle grandi opere, oltre la loro accertata inutilità e il supporto acritico dei fautori dello sviluppismo infrastrutturale. Segue

venerdì 9 novembre 2018

Siamo ancora in tempo: la posta in gioco è la nostra vita!

Proseguono le mobilitazioni ambientaliste iniziate a Venezia il 29 settembre. L'8 dicembre Assemblea e Marcia Mondiale per il clima a Padova. Eddyburg aderisce! Qui appello e riferimenti agli eventi. (i.b.)

giovedì 8 novembre 2018

USA Mid term

Trump esulta: "la riscossa dei Democratici non c'è stata". Ma i risultati dicono un'altra cosa: 23 donne in più rispetto al precedente record, le prime due native americane, le prime due musulmane, il primo governatore gay. E' la riscossa delle minoranze oppresse che diventano i simboli di un' America alternativa. (a.b.)

Non sarà facile fermare la Marcia

comune-info, 7 novembre 2018. Si dice che la marcia sia meno partecipata e che Hamas potrebbe contenere le manifestazioni, se ci fosse da parte di Israele un allentamento del blocco. Ma non è Hamas la forza propulsiva del Comitato Nazionale per la Rottura dell’Assedio. (i.b.)

Copertina N°44, 8 novembre 2018


Aed Abu Amro, il ragazzo divenuto simbolo della “Grande marcia del ritorno”, la protesta dei palestinesi della striscia di Gaza iniziata il 30 marzo di quest'anno per rivendicare il loro diritto di tornare alle loro case e famiglie da dove sono stati espulsi da 70 anni fa. In queste sette mesi le forze israeliane hanno ucciso almeno 205 palestinesi nell'enclave costiera assediata, compresi giornalisti e paramedici, e ferendone oltre 18.000.
Fonte: Scatto di Mustafa Hassouna della Turkey's Anadolu Agency del 22 Ottobre, presa da Aljazeera. (i.b.)

mercoledì 7 novembre 2018

Il diritto alla città storica

Convegno a Roma, il 12 novembre 2018. Organizzata dall'Associazione Bianchi Bandinelli. Interverranno tra gli atri Vezio de Lucia, Ilaria Agostini e Paola Somma. Qui il programma.

Tap: danni ambientali e alla salute superano i 35 miliardi di risarcimento

attuarelacostituzione.it, 30 ottobre 2018. Le ragioni per cui niente vieta al governo attuale di fermare la costruzione dell'oleodotto e dichiarare "nulli" i contratti per l'attuazione TAP. (i.b.) 

Il sud delle case fuorilegge

la Repubblica, 5 novembre 2018. Uno tsunami di case e altre cementificazioni è la catastrofe endemica che si abbatte sull'Italia. Il Bel Paese è un bel ricordo sempre più sfocato. (e.s.)

lunedì 5 novembre 2018

L’Italia è in balia del disastro climatico, ma nella “manovra del cambiamento” l’ambiente non esiste

linkiesta.it. 2 Novembre 2018. Nella Legge di Bilancio non c'è nulla a sostegno della qualità dell'ambiente e cura dei territori, ancora una volta si trascura il pianeta su cui viviamo e in questi giorni abbiamo visto quanto questo sia importante. 

giovedì 1 novembre 2018

Voltafaccia 5S: SI TAP




Alessandro Di Battista del M5S, il 17 aprile 2017 a San Foca di Melendugno, davanti ai manifestanti con il gasdotto (TAP- Trans Adriatic Pipeline) così si pronunciava: “Con il M5S al governo quest’opera la blocchiamo in due settimane.” Su questa promessa, la Puglia vota in massa il Ms5. Del resto Beppe Grillo si era già scagliato contro la TAP, si veda per esempio la sua arringa del 2014 durante la quale dichiarò «Se loro verranno a fare il gasdotto in Puglia da qualsiasi parte, anche con l’Esercito, noi ci metteremo il nostro di esercito» (qui il video dell'intervento di Grillo).
Intervengono le elezioni; i grillini da oppositori diventano governati e la musica cambia.
Il 26 ottobre viene confermato quello che già si dsapeva da tempo, cioè che il gasdotto si farà.

Spetta al premier Conte la dichiarazione ufficiale: «Abbiamo effettuato un’analisi costi-benefici e abbiamo dialogato con il territorio. Ad oggi non è più possibile intervenire sulla realizzazione di questo progetto, che è stato pianificato dai governi precedenti con vincoli contrattuali già in essere. Gli accordi chiusi in passato ci conducono a una strada senza via di uscita. Interrompere la realizzazione dell’opera comporterebbe costi insostenibili, pari a decine di miliardi di euro. In ballo ci sono numeri che si avvicinano a quelli di una manovra economica».

"Quando abbiamo potuto studiare bene tutte le carte del gasdotto Tap e ci siamo concentrati sulla proiezione dei rischi, quando abbiamo capito che avremmo dovuto sborsare oltre 20 miliardi e rinunciare così al reddito di cittadinanza, alle pensioni e a tutto quello che stiamo facendo, e allora è chiaro che abbiamo dovuto dire la verità ai cittadini. E per questo ringrazio il presidente Conte che ci ha messo la faccia", spiega a Marcianise il vicepremier. La replica di Di Maio è puramente terroristica, in quanto essitono ai sensi della costituzione e ... che consentirebebro di liberare il governo dal ricatto degli oneri da pagare per la recessione dei contratti.

L'affermazione di Di Maio è mezioniera e Paolo Maddalena lo spiega chiaramente, in quanto non ce nulla che impedisce al governo di fermare l'opera e promuovere un’azione civile risarcitoria per ottenere il ripristino o il risarcimento del danno contro i soggetti privati che lo hanno prodotto il danno e promuovere un’azione di responsabilità ambientale nei confronti dei soggetti pubblici che hanno autorizzato l’esecuzione di dette opere.

Perchè l'opera è dannosa, perchè è un danno ambientale e alla salute.

Perchè il gas non è la risposta adatta a un politica energetica pulita e 

Marsiglia: il volo nero dei corvi su La Plaine

dinamopress.it, 18 ottobre 2018. Storie di ordinaria 'valorizzazione': sradicamento di alberi, rimozione del mercato popolare e delle attività sociali di quartiere. Uno spazio pubblico ceduto agli interessi del Mercato. Ma gli abitanti non ci stanno e resistono. (i.b.)