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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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martedì 30 ottobre 2018

Copertina N°43, 30 ottobre 2018


29 ottobre 2018. Soleam, la società pubblica per la riqualificazione di Marsiglia, sta costruendo, assistita dalle truppe d'assalto, un muro alto 2,5 m intorno alla piazza Jean-Jaurès (detta La Plaine), un importante e popolare luogo storico della città, per "proteggere" l'area. Si tratta di una palizzata per impedire l'accesso ai manifestanti che si oppongono al progetto di trasformazione che, contrariamente a quanto afferma Soleam, non è stato presentato pubblicamente, né discusso in consiglio comunale, né sottoposto alla valutazione d'impatto ambientale. 
Dall'11 ottobre, gli abitanti del quartiere de La Plaine sono impegnati in una battaglia decisiva per la difesa del loro quartiere dalla gentrificazione, e da un progetto che prevede tra l'altro l'installazione di telecamere di videosorveglianza, negozi di lusso e l'estirpazione di 87 alberi. Una serie di edifici sono già stati acquistati per realizzare il progetto, che porterà all'espulsione degli attuali abitanti. La lotta contro Soleam si sta diffondendo in tutta la città, in quanto è la società che sta predisponendo in tutto il territorio la riqualificazione.  Il 16 e il 17 ottobre, il comune - scortato da 150 poliziotti - ha tagliato i primi 40 alberi, tra cui tigli secolari. Tra le persone che hanno protestato, alcune sono rimaste ferite e altre arrestate. Di fronte a questa azione, il 20 ottobre si sono riunite in piazza centinaia di persone e in circa 4000 hanno sottoscritto la petizione "Salviamo La Plaine" per fermare il progetto.

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