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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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lunedì 22 ottobre 2018

Copertina N°42, 22 ottobre 2018


E' da marzo 2015 che l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti bombardano lo Yemen, colpendo ripetutamente obiettivi civili, inclusi matrimoni, funerali, ospedali, impianti di acqua ed elettricità, mercati, scuole, moschee, e antichi siti storici come Sana. Sono circa 6.475 i civili uccisi e oltre 10.000 quelli feriti, e 18 milioni gli yemeniti che fanno affidamento su gli aiuti esterni per sopravvivere. Per proteggere le vendite di armi degli Stati Uniti l'amministrazione di Trump continua a sostenere le operazioni contro lo Yemen. Anche il nostro governo è responsabile: continuano a essere rilasciate licenze per export militari, soprattutto per bombe consegnate ai sauditi, come confermano le ONG e la stampa internazionale.
Fonte: l'immagine è di Reuters. Le informazioni provengono da articoli del Monde Diplomatique, Addio alle armi, e di Aljazeera. (i.b.)

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