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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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sabato 6 ottobre 2018

Copertina N°40, 5 ottobre 2018


Il cimitero della miniera di Winkelhaak, Sud Africa, conta circa 1000 tombe, tutte senza nome, risalenti a fine anni '50 del secolo scorso. Sono minatori che con il sangue e sudore hanno arricchito la BHP, un colosso minerario creato dalla fusione di una società mineraria australiana con una inglese. Sono più di 69.000 i minatori morti in Sud Africa in incidenti in miniera dal 1900 al 1993, e più di un milione gravemente feriti, per raccogliere oro e preziosi che hanno fatto la fortuna di olandesi, americani e australiani.
Fonte: immagine e notizia tratta dal sito sudafricano The Heritage Portal, nel quale sono riportati gli esiti di una commissione istituita per rivedere la storia del cimitero e se possibile individuare le responsabilità di quelle morti e i nomi delle persone seppellite. (i.b.)

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