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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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mercoledì 19 settembre 2018

Vergognosa dimenticanza

Sono passati ormai 10 giorni da quando il ‘Presidente del Consiglio’ Conte ha pronunciato alla Fiera del Levante il suo indecente discorso sulla rinascita italiana dopo l’8 settembre del 1943. Segue



Sono passati ormai 10 giorni da quando il ‘Presidente del Consiglio’ Conte ha pronunciato alla Fiera del Levante il suo indecente discorso sulla rinascita italiana dopo l’8 settembre del 1943.

Sulla stampa generalista si è parlato, per lo più, di una gaffe e si è sottolineato che, probabilmente, l’ineffabile personaggio (o un suo ghost writer) voleva fare riferimento al 25 aprile. Ma fra la Liberazione e l’inizio del cosiddetto miracolo economico sono passati ben 10 anni! E, soprattutto, la gaffe appare intollerabile perché Conte ha dimostrato di non avere alcuna consapevolezza su cosa abbia significato, per un paese già martoriato dalla guerra, l’8 settembre: la fuga vile del re e di Badoglio, lo sbandamento dell’esercito italiano lasciato senza una guida, le migliaia di morti militari e civili, la Repubblica Sociale, gli eccidi di popolazione inerme da parte dell’esercito nazista in fuga verso Nord e… la Resistenza Partigiana!

Sant'Anna di Stazzema, luogo dell'eccidio di centinaia di civili
da parte dei nazisti in ritirata e dei fascisti: 12 agosto 1944.
Fonte: foto di Maria Cristina Gibelli
Signor Conte: Marzabotto, le Fosse Ardeatine e Sant’Anna di Stazzema le ha mai sentite nominare? Ed è a conoscenza degli 87.000 militari caduti partecipando alla Guerra di Liberazione?

Nessuna reazione dagli accademici e, in particolare, dai giuristi?

Nessuna protesta formale da parte degli atenei e, in particolare, dalle Facoltà di Giurisprudenza?

Il prof. Conte ha delegittimato, con la sua ignoranza, tutti coloro che hanno insegnato o insegnano nell’università: qualcuno se ne è accorto?
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