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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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venerdì 6 luglio 2018

Francia. I giudici: "aiutare gli immigrati irregolari non è reato"


Avvenire, 6 luglio 2018. Una sentenza della Corte costituzionale francese che ha meritato una menzione dalla stampa, benché si limiti a confermare un principio che dovrebbe appartenere al senso comune. Con commento. (e.s.)

Dicono che se un cane morde un uomo questa non non è una notizia, mentre se un uomo morde un cane questo è un evento che merita di essere ripreso e commentato dai media. La stampa commenta oggi la notizia che la Corte costituzionale francese ha giudicato che aiutare un migrante dalla morte non è un reato, anche se udite, udite è un migrante “irregolare”. A noi sembra che questa notizia  riveli in pieno la profondità dell’abisso morale nel quale siamo sprofondati (e.s.)


Avvenire, 6 luglio 2018
Francia. I giudici: «aiutare
gli immigrati irregolari non è reato»


La Corte costituzionale francese ha giudicato incostituzionale il "reato di solidarietà" dichiarando che un sostegno disinteressato a un migrante per "soggiorno irregolare" non può essere perseguito, in nome del "principio di fraternità"; di conseguenza vengono censurate le disposizioni del Codice di ingresso e soggiorno degli stranieri.

L'importante sentenza, che arriva in un momento di forte scontro in Europa sull'accoglienza, risponde a un quesito di Cèdric Herrou, un agricoltore diventato il simbolo degli aiuti ai migranti sul confine franco-italiano e che aveva chiesto l'abolizione del "reato di solidarietà", in seguito alla sua condanna per aver offerto sostegno ad alcuni richiedenti asilo. "Dal principio di fraternità deriva la libertà di aiutare gli altri, a fini umanitari, indipendentemente dalla regolarità della loro permanenza nel territorio nazionale", si legge nella decisione.

Per consentire al legislatore di porre rimedio all'incostituzionalità accertata, la Corte ha rinviato al primo dicembre 2018 la data di abrogazione delle disposizioni contestate.

Articolo tratto dalla pagina qui raggiungibile
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