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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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venerdì 6 luglio 2018

7 luglio: Indossiamo tutti una maglietta rossa per fermare l'emorragia di umanità

L'appello di Libera per dire basta a vittime innocenti del mare, per essere tutti più umani, per costruire ponti e non muri. Di rosso era vestito il piccolo Aylan, che nel settembre 2015 suscitò l’indignazione di mezzo mondo e i tre bambini annegati l’altro giorno davanti alle coste libiche. Qui l'appello.
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