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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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venerdì 29 giugno 2018

Mare Nostro

Da "Storie storte". Una struggente cantata pensata, composta e suonata da donne dal cervello lucido e dal cuore aperto, presenze rare in un mondo di teste di paglia. In calce il link al testo su YouTube (e.s.)

Il dramma dei popoli fuggiti dagli inferno creati dal capitalismo dei paesi ricchi raccontato con emozione e sapienza. Una cantata che meriterebbe di circolare ben al di là del piccolo mondo di eddyburg.


MARE NOSTRO
Artista: Storie Storte (ft. MC Bible)
Autore: Giorgia Dalle Ore


Non lo sapevo che in Italia si potesse arrivare anche per mare
E che se il mare lo bevi e lo appoggi al palato è pure salato
D’altronde il viaggio mio non è organizzato, è un po’ improvvisato
È più che altro una fuga, un’urgenza, è sopravvivenza
Io sono nato dove il cielo ogni giorno rimbomba,
e ad ogni passo una tomba
Ho perso tutto nello sporco gioco della violenza, nel tempo di una danza
Eppure con gli amici miei cantavo canzoni, avevo grandi ambizioni
Eravamo i Benin City Boys e c’era posto anche per noi
Mare nostro, vostro.
Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro. Tutti giù ad affogare.
Mare nostro, vostro.
Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro. Tutti giù ad affogare.

Insieme a James sono partito per cercare un lavoro,
non cercavamo il tesoro
Non credo mai nelle partenze per cercare fortuna, ma chi la vuole la luna?!
Ho solamente in tasca i sogni di un qualunque ragazzo,
no, non pensarmi pazzo, cantare, ballare, guardare le stelle.
Tenere cara la pelle.
Dopo due mesi di viaggio, di fatiche e speranze, di strade e di mancanze
Siamo approdati in Libia, una nuova terra, ma anche qui solo guerra
Ad ogni angolo di strada una camionetta e tutti con la Beretta
Sarò un bambino e c’avrò pure la testa dura,
ma a me la guerra fa paura
Ora sono quattro giorni che viaggio per mare
E non ho idea di dove voglio arrivare
Ma mi permetto di varcare il confine, per un solo motivo:
Il tuo diritto di esser libero, il mio diritto di esser vivo
Mare nostro, vostro.
Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro. Tutti giù ad affogare.
Mare nostro, vostro. Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro.
Tutti giù ad affogare.





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