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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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venerdì 29 giugno 2018

Mare Nostro

Da "Storie storte". Una struggente cantata pensata, composta e suonata da donne dal cervello lucido e dal cuore aperto, presenze rare in un mondo di teste di paglia. In calce il link al testo su YouTube (e.s.)

Il dramma dei popoli fuggiti dagli inferno creati dal capitalismo dei paesi ricchi raccontato con emozione e sapienza. Una cantata che meriterebbe di circolare ben al di là del piccolo mondo di eddyburg.


MARE NOSTRO
Artista: Storie Storte (ft. MC Bible)
Autore: Giorgia Dalle Ore


Non lo sapevo che in Italia si potesse arrivare anche per mare
E che se il mare lo bevi e lo appoggi al palato è pure salato
D’altronde il viaggio mio non è organizzato, è un po’ improvvisato
È più che altro una fuga, un’urgenza, è sopravvivenza
Io sono nato dove il cielo ogni giorno rimbomba,
e ad ogni passo una tomba
Ho perso tutto nello sporco gioco della violenza, nel tempo di una danza
Eppure con gli amici miei cantavo canzoni, avevo grandi ambizioni
Eravamo i Benin City Boys e c’era posto anche per noi
Mare nostro, vostro.
Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro. Tutti giù ad affogare.
Mare nostro, vostro.
Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro. Tutti giù ad affogare.

Insieme a James sono partito per cercare un lavoro,
non cercavamo il tesoro
Non credo mai nelle partenze per cercare fortuna, ma chi la vuole la luna?!
Ho solamente in tasca i sogni di un qualunque ragazzo,
no, non pensarmi pazzo, cantare, ballare, guardare le stelle.
Tenere cara la pelle.
Dopo due mesi di viaggio, di fatiche e speranze, di strade e di mancanze
Siamo approdati in Libia, una nuova terra, ma anche qui solo guerra
Ad ogni angolo di strada una camionetta e tutti con la Beretta
Sarò un bambino e c’avrò pure la testa dura,
ma a me la guerra fa paura
Ora sono quattro giorni che viaggio per mare
E non ho idea di dove voglio arrivare
Ma mi permetto di varcare il confine, per un solo motivo:
Il tuo diritto di esser libero, il mio diritto di esser vivo
Mare nostro, vostro.
Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro. Tutti giù ad affogare.
Mare nostro, vostro. Di chi è ‘sto mare?!
Mare nostro, vostro.
Tutti giù ad affogare.





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