responsive_m

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

INVERTIRE LA ROTTA

CONTRORIFORMA URBANISTICA

DAI MEDIA

VENEZIA

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

giovedì 28 giugno 2018

Copertina N°34, 28 giugno 2018


E’ dimostrato che il MoSE (il meccanismo di dighe fisse e paratie mobili) progettato per difendere Venezia dalle alte maree non funzionerà e comunque, col climate change non servirebbe a nulla. Eppure continuano a progettare camuffamenti dette "opere di inserimento paesaggistico". Oltre al danno la beffa. (a.b.)
Per saperne di più su queste opere si legga intanto "La mostra della vergogna" in attesa di un nostro aggiornamento. 
Fonte: nell'immagine le opere di inserimento architettonico a Malamocco (Spalla Sud e Nord), tratte dagli elaboratori ufficiali, qui accessibili.
Show Comments: OR