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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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mercoledì 9 maggio 2018

Il matto


Con un solo gesto l'attuale presidente degli Stati uniti d'America dovrebbe essere riuscito a far comprendere al mondo i rischi che si corrono finché si subisce il dominio di un stato che è a sua volta dominato dai mercanti  di morte. L'alternativa alla pace non è il proliferare delle guerricciole locali,  ma la ctastrofe nucleare, dopo la quale non rimarrà nessuno (e.s)

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