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Solo una minoranza di stati europei accoglie i rifugiati voltando le spalle agli obblighi internazionali, mentre i cittadini, al contrario dei politici, dimostrarono compassione, solidarietà e impegno per la giustizia e i diritti umani. Ma queste attività sono criminalizzate per limitare le azioni di organizzazioni, movimenti, gruppi e persone che danno supporto ai migranti. Queste intimidazioni sono diventate ampie e sistematiche e sono in funzione della politica di "esternalizzazione" dell'UE, che vuole spostare i rifugiati dall'Europa meridionale alla Turchia e all'Africa settentrionale. (i.b.)

FARE SPAZIO ALLE ATTIVITA CULTURALI

DAI MEDIA

martedì 8 maggio 2018

Copertina N° 29, 8 maggio 2018


Campi (III). A Dadaab in Kenya, vive una popolazione di rifugiati paragonabile a quella di Bologna. Ben Rawlence, autore del libro "La città delle spine" afferma che è fuorviante considerarlo un campo profughi. I politici Kenioti vorrebbero chiuderlo, anche perché si trova vicino alla rotta di un importante un corridoio infrastrutturale sul quale si innesteranno progetti di sviluppo. E' "una prigione non solo fisica, ma anche ideale" emblematica dell'ipocrisia che sta dietro ai campi e della geografia della (in)visibilità e del controllo.(i.b.)
Fonte: Foto di Jonathan Ernst (Reuters/). Una recensione del libro è disponibile sulla rivista Africa, qui raggiungibile.


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