responsive_m


Dal marzo 2015 l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi bombardano lo Yemen, colpendo ripetutamente obiettivi civili: matrimoni, ospedali, mercati, scuole, moschee, e servizi. Circa 6.475 i civili uccisi, oltre 10.000 i feriti e 18 milioni gli yemeniti che fanno affidamento sugli aiuti esterni per sopravvivere. Per proteggere le vendite di armi degli USA, Trump continua a sostenere le operazioni contro lo Yemen. Anche il nostro governo è responsabile: continuano a essere rilasciate licenze per export militari, soprattutto per bombe consegnate ai sauditi. (i.b.)

SCUOLA DI EDDYBURG

DAI MEDIA

domenica 1 aprile 2018

Palestina e Israele, 101 anni dopo

Mentre nella striscia di Gaza continua il conflitto a fuoco tra le milizie di Israele e i giovani a mani nude della Palestina, ricordiamo ancora una volta gli errori che il mondo "sviluppato" commise, dai giorni in cui avviò. forse inconsapevolmente, la nuova guerra tra cristianità e Islam


Non tutti ricordano come e perché lo stato d’Israele nacque, proprio su quelle terre, sulle quali oggi i palestinesi soccombono, uccisi o feriti dalle armi di Israele. La vicenda è interessante in relazione sia al presente immediato (ciò che accade nella striscia di Gaza), sia in relazione alla guerre diffusa e ormai globale tra mondo giudaico-cristiano e mondo musulmano. I giovani non sanno (nelle scuole questa storia non è mai stata raccontata), gli adulti e i vecchi, se mai l’hanno saputa, l’hanno dimenticata. Del resto i media, nella loro sistematica banalizzazione e semplificazione dei fatti, fanno d’ogni erba un fascio e presentano il conflitto israelo-palestinese come una rissa da cortile.

Ricordiamo dunque i fatti, riprendendoli da un articolo del giornalista israeliano Gideon Levy, collaboratore del quotidiano di Tel Aviv Haaretz, che abbiamo a suo tempo pubblicato su eddyburg (Il peccato originario dello stato israeliano).

La nascita di Israele avvenne, di diritto e di fatto, il 2 novembre 1917, quando la Gran Bretagna, sottoscrivendo il “Balfour agreement [1]” s’impegnò a facilitare la nascita di uno stato per il popolo ebraico in Palestina. La Palestina apparteneva allora all’impero ottomano, solo più tardi divenne colonia dell’impero britannico; ma con l’impegno a realizzare l’accordo Balfour, la Gran Bretagna avrebbe ottenuto, come ottenne, l’appoggio della potente lobby ebrea dell’America del Nord per la partecipazione degli USA alla prima guerra mondiale.

Dopo la dichiarazione Balfour, molti ebrei emigrarono in Palestina. Da subito - osserva Gideon Levy - si comportarono come padroni e il loro atteggiamento nei confronti degli abitanti non ebrei non è cambiato. Non fu un caso che un piccolo gruppo di ebrei sefarditi che abitavano in Palestina si oppose a Balfour e difese l’uguaglianza con gli arabi. E non fu un caso che furono messi a tacere.

La dichiarazione Balfour permise alla minoranza ebrea di controllare il paese, ignorando i diritti nazionali di un altro popolo. Cinquant’anni dopo la pubblicazione del documento, Israele conquistò la Cisgiordania e Gaza. Le invase con lo stesso piglio colonialista. E ancora oggi prosegue la sua occupazione, trascurando i diritti degli altri abitanti.

Se si guarda alle vicende della politica quando è diventata storia si scoprono le ragioni delle tragedie che affliggono oggi l’umanità, Si riesce a comprendere la tragedia delle migrazioni di oggi se si è compreso che lo sfruttamento dell’Africa compiuto dal colonialismo europeo fu un errore, del quale oggi paghiamo il prezzo. Così, l’immissione forzosa di un aggressivo corpo estraneo nei territori dei palestinesi è stato la causa (o la più importante delle cause) che ha scatenato il conflitto, tra il mondo giudaico-cristiano e il mondo musulmano.

[1] Questo è il testo originale della lettera con cui il ministro degli esteri dell’UK Balfour comunica al governo USA l’accordo raggiunto

«Foreign Office
November 2nd, 1917
Dear Lord Rothschild,
I have much pleasure in conveying to you, on behalf of His Majesty's Government, the following declaration of sympathy with Jewish Zionist aspirations which has been submitted to, and approved by, the Cabinet.
"His Majesty's Government view with favour the establishment in Palestine of a national home for the Jewish people, and will use their best endeavours to facilitate the achievement of this object, it being clearly understood that nothing shall be done which may prejudice the civil and religious rights of existing non-Jewish communities in Palestine, or the rights and political status enjoyed by Jews in any other country."
I should be grateful if you would bring this declaration to the knowledge of the Zionist Federation.
Yours sincerely,
Arthur James Balfour»


Show Comments: OR