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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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martedì 17 aprile 2018

Iraq. Donne vittime di abusi sessuali nei campi rifugiati

NENAnews, 17 aprile20. Pensavano che i campi per rifugiati servissero per dare un riparo alle loro persone invece Amnesty International ha scoperto e rivelato che le donne vi sono maltrattate come e più di prima, dai loro presunti "salvatori"


«Dopo aver visitato 8 campi nelle province irachene di Ninive e Salahddin, l’ong denuncia “uno sfruttamento sessuale straziante”. A pagare il prezzo più alto sono le donne sospettate di avere legami con lo Stato Islamico. A compiere gli abusi sono le forze di sicurezza e i membri delle milizie»

Le donne sospettate di avere legami con lo “Stato Islamico” (Is) sono vittime si sfruttamento sessuale e discriminazione nei campi rifugiati iracheni. A dirlo è Amnesty International (AI) in un rapporto che si concentra su otto campi profughi sparsi tra le province irachene di Ninive e Salahdin, un tempo aree controllate dal “califfato”.Irisultati dello studio della ong inglese sono drammatici: ovunque le donne sono maltrattate. Ma quelle “che si pensa abbiano rapporti con l’Is subiscono un alto grado di discriminazione e varie violazioni dei diritti umani” ha detto Nicolette Waldman, ricercatrice per Amnesty in Iraq. “Quello che per me è stato scioccante – ha aggiunto Waldman – è la violenza sessuale. Abbiamo scoperto che è diffusa e il modo in cui queste donne siano abusate è straziante”.

Una donna, citata nel rapporto, denuncia: “Non possiamo restare da sole fuori il campo, non è sicuro per noi. Ma in realtà è lo stesso anche dentro. Nessun posto è sicuro”. Dallo studio di AI emerge che a compiere gli abusi sono le forze di sicurezza a protezione dei campi e i membri delle milizie. Una accusa grave, ma che al momento il governo iracheno preferisce non commentare.

Secondo alcune ong che lavorano in Iraq, le donne che hanno mariti e padri morti o dispersi sono quelle più costrette a matrimoni forzati o a subire violenza. Particolarmente grave è anche la situazione di chi è analfabeta e non sa come ottenere documenti d’identità per accedere ad aiuti governativi o cibo. “La loro vulnerabilità li rende vittime di sfruttamento umano” ha detto Karl Schembri, consigliere regionale del Medio Oriente del Consiglio rifugiati norvegese.Condizioni di vita inaccettabili che però, sostiene AI, potrebbero peggiorare a causa della crisi economica che vive l’Iraq: le autorità irachene affermano che sono necessari soltanto 88 miliardi di dollari per la ricostruzione del Paese. Una cifra che è di gran superiore a quella che è stata promessa o data dai donatori internazionali.
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