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Solo una minoranza di stati europei accoglie i rifugiati voltando le spalle agli obblighi internazionali, mentre i cittadini, al contrario dei politici, dimostrarono compassione, solidarietà e impegno per la giustizia e i diritti umani. Ma queste attività sono criminalizzate per limitare le azioni di organizzazioni, movimenti, gruppi e persone che danno supporto ai migranti. Queste intimidazioni sono diventate ampie e sistematiche e sono in funzione della politica di "esternalizzazione" dell'UE, che vuole spostare i rifugiati dall'Europa meridionale alla Turchia e all'Africa settentrionale. (i.b.)

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DAI MEDIA

mercoledì 18 aprile 2018

Il muro di Lima che separa i ricchi dai poveri

Internazionale, 17 aprile 2018. Lima, Una città esemplare nel mondo contemporaneo, in cui i confini, invece di scomparire  per testimoniare che ogni persona ha gli stessi diritti, aumentano fino a fare della Terra un luogo impraticabile
“Da questa parte del muro stiamo male, non abbiamo l’acqua, non abbiamo niente. Dall’altra parte invece hanno tutti la piscina”, dice Esteban Arimana. Se potesse camminare fino alla casa dove lavora come collaboratore domestico, Esteban Arimana impiegherebbe cinque minuti. Invece ogni giorno passa ore nel traffico di Lima, a causa della barriera lunga dieci chilometri che serpeggia sulle colline della capitale peruviana.

Il cosiddetto muro della vergogna divide Pamplona Alta – una baraccopoli in cui vivono circa 96mila peruviani, per la maggior parte indigeni – dal distretto La Molina, dove le case arrivano a costare milioni di euro. Secondo le autorità la barriera serve a proteggere la zona dall’avanzamento degli insediamenti abusivi, ma in realtà divide semplicemente i quartieri più ricchi dalle baracche costruite sulle colline della città.

Un mondo di muri è una serie del giornale brasiliano Folha de S. Paulo sulle barriere costruite per chiudere i confini, fermare i migranti o nascondere la povertà. Nel 2001 ne esistevano 17, oggi sono 70.

Da sapere:
L’aumento della popolazione a Lima dipende soprattutto dall’espansione degli “insediamenti giovani”, un tempo chiamati barriadas. Nel 1961 nelle baraccopoli vivevano duecentomila persone, nel 2007 gli abitanti erano 4,1 milioni, circa il 40 per cento della popolazione della città. Negli anni ottanta e novanta migliaia di persone arrivarono nella capitale peruviana per scappare dal conflitto tra l’organizzazione guerrigliera maoista Sendero luminoso, concentrata soprattutto nella zona delle Ande, e il governo. La costruzione del muro seguì il ritmo dell’espansione delle baraccopoli. Il primo tratto fu costruito nel 1985 dal collegio Immacolata concezione, amministrato dai gesuiti, per impedire che le costruzioni si avvicinassero troppo all’istituto.

Articolo tratto dalla pagina qui raggiungibile
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