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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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mercoledì 18 aprile 2018

Il muro di Lima che separa i ricchi dai poveri

Internazionale, 17 aprile 2018. Lima, Una città esemplare nel mondo contemporaneo, in cui i confini, invece di scomparire  per testimoniare che ogni persona ha gli stessi diritti, aumentano fino a fare della Terra un luogo impraticabile
“Da questa parte del muro stiamo male, non abbiamo l’acqua, non abbiamo niente. Dall’altra parte invece hanno tutti la piscina”, dice Esteban Arimana. Se potesse camminare fino alla casa dove lavora come collaboratore domestico, Esteban Arimana impiegherebbe cinque minuti. Invece ogni giorno passa ore nel traffico di Lima, a causa della barriera lunga dieci chilometri che serpeggia sulle colline della capitale peruviana.

Il cosiddetto muro della vergogna divide Pamplona Alta – una baraccopoli in cui vivono circa 96mila peruviani, per la maggior parte indigeni – dal distretto La Molina, dove le case arrivano a costare milioni di euro. Secondo le autorità la barriera serve a proteggere la zona dall’avanzamento degli insediamenti abusivi, ma in realtà divide semplicemente i quartieri più ricchi dalle baracche costruite sulle colline della città.

Un mondo di muri è una serie del giornale brasiliano Folha de S. Paulo sulle barriere costruite per chiudere i confini, fermare i migranti o nascondere la povertà. Nel 2001 ne esistevano 17, oggi sono 70.

Da sapere:
L’aumento della popolazione a Lima dipende soprattutto dall’espansione degli “insediamenti giovani”, un tempo chiamati barriadas. Nel 1961 nelle baraccopoli vivevano duecentomila persone, nel 2007 gli abitanti erano 4,1 milioni, circa il 40 per cento della popolazione della città. Negli anni ottanta e novanta migliaia di persone arrivarono nella capitale peruviana per scappare dal conflitto tra l’organizzazione guerrigliera maoista Sendero luminoso, concentrata soprattutto nella zona delle Ande, e il governo. La costruzione del muro seguì il ritmo dell’espansione delle baraccopoli. Il primo tratto fu costruito nel 1985 dal collegio Immacolata concezione, amministrato dai gesuiti, per impedire che le costruzioni si avvicinassero troppo all’istituto.

Articolo tratto dalla pagina qui raggiungibile
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