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Le barbarie di una nuova shoa

Le barbarie di una nuova shoa
Negli ultimi anni sono morti nel Mediterraneo almeno 15.000 migranti. E continuano a morire, anche se, allontanate le ONG, cade il silenzio su una strage continua, atroce, senza pietà neppure per i bambini. Il ministro della malavita però non si accontenta delle vite spezzate e del successo dei suoi slogan feroci. Vorrebbe di più. Per ogni vita strappata alla morte 5.000 euro di multa comminata ai salvatori. In un paese che alza muri, in città che si chiudono ai diversi, trattandoli come scarti dell’umanità, occorre ribellarsi prima che la barbarie di una nuova shoa diventi la specificità intollerabile di questi tempi feroci. (m.c.g)

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lunedì 30 aprile 2018

Copertina N° 28, 1 maggio 2018


Fortezze proletarie: Cosuma (Casablanca, 1932) è uno dei quartieri popolari costruiti dal colonialismo francese per controllare i lavoratori che si riversavano in città. E' una versione a basso costo del famoso Habbous. Le case originali, 330 unità organizzate attorno a corti, sono chiuse da un muro con solo due accessi. Erano così strette, buie, tetre e ripetitive che gli abitanti le trasformarono, chiudendo i patii, aprendo nuove finestre e personalizzando facciate e porte.
Dentro le case, le trasformazioni sono ancora più meticolose, specialmente i salotti, adornati con intonaco scolpito e altri dettagli decorativi tradizionali. A causa della scarsa manutenzione le condizioni abitative sono difficili. Ma la proprietà, ancora della fabbrica Cosuma, non ha nessuna intenzione e interesse a fare manutenzione in quanto l'obiettivo è quello di estendere la fabbrica e far scomparire le case popolari. (i.b.)

Fonte: Foto di Mohammed Amine Naim per l’Uzine. l testo è stato estratto e tradotto dall’articolo “Inhabiting Casablanca’s worker quarters of Cosuma & Socica" di Karim Rouissi and Laurent Hou pubblicato su The Funambulist. Qui il link alla rivista.


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