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«voglio parlare per gli immigrati, per coloro che vivono tale condizione e per coloro che li ricevono. Voglio mostrare la dignità degli immigrati, della loro volontà di integrarsi in un altro paese, del loro coraggio, del loro spirito imprenditoriale, e non ultimo, per dimostrare come con le loro differenze ci arricchiscono. Voglio dimostrare che una vera famiglia umana può essere costruita solo su solidarietà e condivisione» Sebastião Salgado, Migrazioni, 2000. (i.b.)

scritta dai media

DAI MEDIA

lunedì 30 aprile 2018

Copertina N° 28, 1 maggio 2018


Fortezze proletarie: Cosuma (Casablanca, 1932) è uno dei quartieri popolari costruiti dal colonialismo francese per controllare i lavoratori che si riversavano in città. E' una versione a basso costo del famoso Habbous. Le case originali, 330 unità organizzate attorno a corti, sono chiuse da un muro con solo due accessi. Erano così strette, buie, tetre e ripetitive che gli abitanti le trasformarono, chiudendo i patii, aprendo nuove finestre e personalizzando facciate e porte.
Dentro le case, le trasformazioni sono ancora più meticolose, specialmente i salotti, adornati con intonaco scolpito e altri dettagli decorativi tradizionali. A causa della scarsa manutenzione le condizioni abitative sono difficili. Ma la proprietà, ancora della fabbrica Cosuma, non ha nessuna intenzione e interesse a fare manutenzione in quanto l'obiettivo è quello di estendere la fabbrica e far scomparire le case popolari. (i.b.)

Fonte: Foto di Mohammed Amine Naim per l’Uzine. l testo è stato estratto e tradotto dall’articolo “Inhabiting Casablanca’s worker quarters of Cosuma & Socica" di Karim Rouissi and Laurent Hou pubblicato su The Funambulist. Qui il link alla rivista.


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