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Gli aguzzini si incontrano sui confini. La barriera costruita nel 2015 sul confine tra l'Ungheria, la Croazia e la Serbia, di cui si vanta oggi il presidente ungherese Viktor Orban. Il sindaco di estrema destra Laszlo Toroczkai si era visto inizialmente rifiutare la richiesta di costruire un muro sullo stile di quello USA-Mexico, ma con l'avvicinarsi delle elezioni ungheresi il presidente nazionalista ordinò infine la costruzione della recinzione. (i.b.)

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domenica 25 marzo 2018

Il rapporto. Aumenta la fame nel mondo: in 124 milioni a rischio grave

Avvenire, 22 marzo 2018. I progressi dello "sviluppo" generano morte. Guerre, saccheggio delle risorse altrui per aumentare i profitti degli sfruttatori, disastri climatici prodotti da uno crescita energivora dei paesi del benessere sono i fattori del genocidio in atto
«L'emergenza riguarda 11 milioni di persone in più rispetto a un anno fa. Allarme in Myanmar, Nigeria, Repubblica democratica del Congo, Sud Sudan e Yemen»

Aumenta la fame nel mondo e mette sempre più a rischio la vita. Sono 124 milioni le persone in 51 Paesi (11 milioni di persone in più di un anno fa) che vivono una situazione di crisi alimentare acuta, tale da aver bisogno di un'azione umanitaria urgente. A far arretrare il pianeta, dopo decenni di politiche che avevano portato a un miglioramento, sono stati i cambiamenti climatici e i conflitti. È quanto emerge dal rapporto del Fsin, la Rete di informazione sulla sicurezza alimentare, elaborato da Ue e agenzie Onu e presentato a Roma nella sede della Fao.

Il Fsin, che ha realizzato il Rapporto globale sulle crisi alimentari, è un network composto da diversi enti internazionali, tra cui l'Autorità intergovernativa per lo sviluppo (Igad), l'Unione Europea, la Fao, l'Unicef, l'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha), il Programma alimentare mondiale. Il rapporto sottolinea come le crisi alimentari siano sempre più determinate da cause complesse quali conflitti, choc climatici estremi, prezzi alti degli alimenti di base, che si presentano spesso in concomitanza. L’aumento di persone che soffrono la fame è dovuto quest’anno in gran parte alla situazione di conflitto e insicurezza in Myanmar, nord-est della Nigeria, Repubblica democratica del Congo, Sud Sudan e Yemen. La prolungata siccità ha avuto drammatiche conseguenze soprattutto nell’Africa meridionale e orientale.

Le situazioni di conflitto rimangono il fattore principale alla base della grave insicurezza alimentare in 18 Paesi, 15 dei quali sono in Africa e Medio Oriente. E costituiscono la causa primaria per la maggior parte dei casi di insicurezza alimentare acuta nel mondo, toccando il 60 per cento del totale (74 milioni di persone). I disastri climatici (soprattutto la siccità) hanno portato crisi alimentari in 23 Paesi, due terzi dei quali in Africa, e hanno trascinato nell'insicurezza alimentare grave 39 milioni di persone.
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