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La conquista di Israele della Palestina passa attraverso la casa: sistematici sfratti e distruzione di case palestinesi e la colonizzazione della West Bank e Gerusalemme con insediamenti israeliani. L’attacco alla casa non è ‘solo’ un attacco ai diritti umani dei palestinesi ma è un attacco all’essenza della vita, in quanto “la casa è un'infrastruttura del sociale, del politico e del tessuto economico di individui, famiglie e comunità” (citazione di Sabrien Amrov). i.b.

scritta dai media

venerdì 23 febbraio 2018

Consumo di suolo Tanti buoni propositi

Il Fatto quotidiano, 23 febbraio 2018. Una risposta e una replica di Salvatore Settis a un intervento di Laura Puppato



Gentile professor Settis, dispiace dover leggere un’analisi parziale e superficiale sull’iter della legge di contrasto al consumo di suolo. Spiace ancor più perché viene da una persona degna di ogni stima. Temo che l’obiettività del suo ragionamento sia inficiata dallo scopo: attaccare una parte politica. La legge sul consumo di suolo, pronta, non è stata approvata. Lo ripeto continuamente e ho posto la sua approvazione al primo punto del mio programma. Come ha scritto, io fui tra coloro che ritennero un errore la fiducia sul testo approvato alla Camera. Lei cita il ddl Catania, ma non è questa la legge che avremmo approvato, visto che sarebbe stato sottoposto a fiducia l’Atto Camera 2039, risalente al governo Letta. A spingere per bloccare la fiducia furono Ispra, Wwf, Italia Nostra, Fondo Ambiente, Lipu e altri. Le Regioni annunciarono ricorso alla Consulta, che avrebbero vinto perché la legge non rispettava
le loro competenze. Quel testo necessitava
 una revisione celere, ma il presidente del Senato
Grasso affidò la legge a 
due commissioni, allungando i tempi. Abbiamo svolto decine di audizioni, fino a giungere a un testo che ricevette il libera anche da parte dell’opposizione. La legislatura era in dirittura di arrivo, ma pareva avessimo il tempo necessario. Vista la mala parata, tentai comunque di farla approvare con una deliberante in commissione. Non ci fu accordo perché la Lega negò il voto ed era necessaria l’unanimità. La legge è pronta, il prossimo Parlamento potrà approvarla in qualche settimana se lo vorrà. Qualcuno dirà che avremmo dovuto approvare la legge uscita della Camera, ma ciò avrebbe messo la parola fine a ogni miglioramento. Dispiace quindi aver dovuto leggere il mio nome buttato lì, così, senza una spiegazione. La legge sul contrasto al consumo di suolo sarà il mio primo obiettivo, se eletta nella prossima legislatura. Se Lei, professore, vorrà essere della partita, sarò la prima a felicitarmene.
LauraPuppato

Cara Sen. Puppato, La ringrazio di aver voluto leggere e commentare il mio articolo. Sono d’accordo con Lei che è meglio approvare una legge migliore piuttosto che una legge peggiore: un criterio che dovrebbe valere per qualsiasi norma. Il fatto è che in questa legislatura (1834 giorni) i governi che si sono succeduti (e le rispettive maggioranze) hanno avuto tempo e modo di approvare non solo una fallimentare riforma della Costituzione, ma anche due leggi elettorali, nessuna delle quali particolarmente brillante, e altri prodotti dell’ingegno umano (suppongo, meditatissimi) come “Sblocca Italia”, “Buona scuola”, “Jobs Act". Ma quegli stessi 1834 giorni non sono bastati, agli stessi governi e alle stesse maggioranze, per meditare a sufficienza sul consumo di suolo. Sono certo che le responsabilità dello slalom di cui è stato vittima il ddl saranno da suddividersi fra molte persone (in 1834 giorni succedono tante cose): ma se per l’ultimissima fase del tormentoso iter ho fatto il Suo nome non è “a casaccio”, né certo per attaccarLa in alcun modo, bensì perché il Suo nome ricorreva in tal senso presso autorevoli fonti ministeriali, e mi pareva utile segnalare al lettore che il Suo parere in queste ultime settimane, come Lei conferma, era diverso e opposto a quello di Franceschini. Vorrei poter condividere il Suo ottimismo, secondo cui, dato che la legge ormai è pronta, verrà sveltamente approvata nella prossima legislatura: mi auguro solo che Lei abbia ragione, e sarò con Lei se vorrà condurre questa battaglia. Su un solo punto non siamo proprio d’accordo: io in vita mia non ho mai scritto nemmeno una sillaba al solo scopo di attaccare una parte politica, quale che essa sia, e mi addolora che Lei possa anche solo sospettarlo. Non solo perché non appartengo a nessunissima parte politica, ma per personale inclinazione e scelta provo a scrivere ogni volta quel che penso (e come è ovvio posso sbagliare) riflettendo su quel che so, o credo di sapere. Ogni altra motivazione mi è radicalmente estranea.

Salvatore Settis










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