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Gli aguzzini si incontrano sui confini. La barriera costruita nel 2015 sul confine tra l'Ungheria, la Croazia e la Serbia, di cui si vanta oggi il presidente ungherese Viktor Orban. Il sindaco di estrema destra Laszlo Toroczkai si era visto inizialmente rifiutare la richiesta di costruire un muro sullo stile di quello USA-Mexico, ma con l'avvicinarsi delle elezioni ungheresi il presidente nazionalista ordinò infine la costruzione della recinzione. (i.b.)

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martedì 30 gennaio 2018

Inizio di Carnevale a Venezia


la Nuova Venezia, 30 gennaio 2018Un po' più di folla del solito, qualche timore in più di cadere sul selciato ed essere calpestati: così è iniziato il Carnevale veneziano. c'è chi si lamenta, e qualche pagliaccio che ride. Articoli di Alberto Vitucci, Carlo Mion e Enrico Tantucci


«BISOGNA RIPENSARE LA FESTA
E DISINCENTIVARE I PENDOLARI»
di Alberto Vitucci


«Il prefetto Boffi: “Tutti possono venire a Venezia, ma non tutti assieme”»

«Così non va». Il prefetto Carlo Boffi ha appena partecipato all'inaugurazione dei mosaici di San Marco. E terminato un lungo colloquio a quattr'occhi con il patriarca Moraglia sulla porta della Basilica. Risponde secco alla domanda se il primo sabato di Carnevale sia passato senza problemi. «Possiamo dire che all'interno dell'area controllata è andato tutto bene», scandisce, «questo sì. Ma i problemi ci sono stati altrove».

Prima prova generale fallita, dunque. I controlli per limitare l'afflusso in rio di Cannaregio e nelle aree limitrofe hanno paralizzato mezza Cannaregio. Transenne e masse di gente accalcata in Lista di Spagna, all'Anconeta, in Ghetto. Qualche situazione di pericolo reale. Veneziani che non riuscivano nemmeno ad andare a casa. Ospiti degli alberghi bloccati, così come gli studenti che abitano in città che non potevano mostrare una carta d'identità. E la sicurezza li fermava.

Controllare i flussi una volta che i visitatori sono già arrivati dentro la città ha provocato disagi e contraccolpi. Anche se il Comune dice di avere «avvisato tutti per tempo».Signor prefetto, forse il problema va affrontato a monte.«Non abbiamo norme che ci consentano di fermare le persone e non farle entrare in città».Ma se mettiamo il semaforo dentro la città, si blocca tutto.«Infatti. Il problema c'è, e stiamo cercando di affrontarlo in queste ore. Abbiamo anticipato a mercoledì la riunione del Comitato per l'Ordine e la Sicurezza pubblica.

Controllare i flussi dentro questa città è complicato, le calli sono strette».Domenica c'è il volo dell'Angelo, prima vera domenica di Carnevale.«Il Comune ha accettato la nostra proposta di anticipare la manifestazione di un'ora, alle 11 e non più a mezzogiorno. Cerchiamo di disincentivare, questa è la parola giusta. Cioè di ridurre l'afflusso di pendolari giornalieri che vengono da distanze medio lunghe e arrivano in auto o in treno. All'inizio il Comune ha fatto qualche resistenza, la tradizione parla del Volo dell'Angelo sempre alla stessa ora, a mezzogiorno. Poi hanno capito».

Quante persone saranno ammesse in Piazza domenica?«I vigili del fuoco stanno lavorando per le ultime stime. Ma credo che il numero non potrà essere molto superiore alle 20 mila unità. Dunque, una capienza di molto ridotta rispetto allo scorso anno».Cosa ci dobbiamo aspettare?«Stiamo cercando di informare per bene, dovremo controllare bene i flussi. Tutti vogliono venire a Venezia, ma devono capire che non possono venirci tutti insieme, possono farlo anche in altri periodi più tranquilli dell'anno se vogliono godere la città. È importante che ci sia la consapevolezza che Venezia, città meravigliosa, la più bella del mondo, è vivibile in tanti altri giorni e non solo in occasione di questi grandi eventi».

Certo se si invitano gli ospiti con un programma nutrito e si fanno spettacoli nel cuore della città antica, la gente arriva in massa.«La gente vuol venire a Venezia, certo. Ma forse è ora di ripensare a qualcosa. Ripeto, la capienza della Piazza San Marco per questioni di sicurezza sarà quest'anno molto più ridotta, molto lontana dalle decine di migliaia di persone che arrivavano negli anni scorsi. Forse gli spettacoli in Piazza non hanno più molto senso e vanno ripensati».Ci sono altri provvedimenti in arrivo per domenica?«Le decisioni che saranno prese sono legate al controllo degli accessi e al contingentamento del numero di turisti che potranno essere presenti contemporaneamente in Piazza San Marco».A farne le spese saranno ancora una volta i residenti?«Ne parleremo nella riunione del Comitato per la sicurezza, convocato per mercoledì»

«A CANNAREGIO
TUTTO È ANDATO PER IL MEGLIO»
di Carlo Mion

«Il questore soddisfatto per come è stata gestita la festa lungo il rio. Il nodo della pubblicità agli eventi»


«Le manifestazioni di sabato e domenica a Cannaregio sono andate bene. All'interno dell'area dove avvenivano gli eventi gli spettatori si potevano muovere tranquillamente e c'erano tutti gli spazi per garantire, in caso di necessità, gli interventi dei soccorritori» sottolinea il questore Vito Danilo Gagliardi «I deflussi sono avvenuti regolarmente senza incidenti in considerazione anche del numero delle persone arrivate. Oggi (ieri ndr) ho in programma una riunione con i miei collaboratori per valutare tutti gli aspetti della manifestazione in vista del prossimo fine settimana. Il numero di spettatori che potranno entrare in piazza San Marco sarà stabilito in base ai criteri previsti dal decreto Minniti. Gli stessi usati per consentire l'accesso agli 11 mila sulle rive di Cannaregio.

Sarà tutto in proporzione».La proporzione vuole che quel numero per domenica, calcolate le varie uscite e corridoi di sicurezza, arrivi al massimo a 20mila spettatori per il volo dell'Angelo. Uno strappo alle regole sarà quello di portare quei 20mila a quota 25mila. Ma nessuna persona in più. Numeri ben lontani dagli 80mila degli anni scorsi, con punte che arrivarono anche a 90mila presenze alle 12 per il volo che tutti vogliono vedere. E che consentirono al Carnevale di Venezia di diventare la notizia di apertura dei telegiornali nazionali. E anche in tempo di terrorismo. Domani, durante la riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, saranno individuate le strategie per arrivare a quota 20mila.

Mentre gli anni passati si studiavano strategie per portare più gente possibile in centro storico, organizzando treni speciali. Domani diventerà ufficiale la decisione, studiata con Vela, di anticipare di un'ora il volo dell'Angelo. Questo per scoraggiare gli spettatori che arrivano all'ultimo momento per assistere in piazza allo spettacolo. Considerato che molti utilizzano i treni questo, sperano al Cospa, scoraggerà i meno "convinti" dell'alzataccia. In considerazione che ci potranno essere anche altri momenti in cui la piazza sarà off-limits, si stanno studiando spettacoli alternativi sparsi in altri luoghi della città. Abbozzo di un Carnevale diffuso che potrebbe essere la filosofia della festa del prossimo anno. Al Cospa, tutti, sono convinti che sia arrivato il momento di cambiare e anche Vela e il regista del Carnevale dovranno adeguarsi alle nuove misure di sicurezza considerato il periodo in cui viviamo. Sempre nella riunione di domani sarà deciso se reclamizzare in maniera forte i nuovi spettacoli oppure no. Questo perché c'è qualcuno, tra i responsabili della sicurezza e dell'ordine pubblico, che teme l'effetto contrario e che in città arrivino più spettatori in considerazione dei nuovi pro grammi. Altri invece sostengono che pubblicizzare al massimo le iniziative servirà a far allontanare un maggior numero di persone da Piazza San Marco.


«ANDATEVENE IN CAMPAGNA»
di Enrico Tantucci

«Il sindaco: non ho visto il caos, chi non vuole la folla non ha voglia di divertirsi»

Carnevale: niente caos e tutto bene. È il bilancio tutto in positivo del sindaco Luigi Brugnaro del primo week-end della festa, tracciato ieri a Ca'Farsetti, ridimensionando a «mugugni» di chi non sa divertirsi, le proteste di chi si è trovato bloccato tra la folla dei turisti, soprattutto per l'apertura di sabato con la festa sull'acqua a Cannaregio. «Non ho visto il caos» ha esordito Brugnaro «e non ritengo disastroso se qualcuno è rimasto per qualche minuto intrappolato tra la gente.

È da quando sono ragazzo che durante il Carnevale c'è sempre grande affollamento: se uno non vuole la confusione, vada ad abitare in campagna e non a Rialto o in altre zone centrali di Venezia». E lui - che ricorda compiaciuto il suo travestimento di sabato da Batman - "affonda" ancora contro i "seriosi" contestatori: «Forse manca solo un po'di voglia di prendersi in giro, di voglia di divertimento, di coraggio di prendere iniziative trasversali. Perché a lamentarsi non sono stati tutti, ma sempre i soliti, che sanno benissimo che, tanto più se vivono in quelle zone, nei trenta minuti della manifestazione si può fare fatica a passare.

Personalmente siamo contenti, perché credo che abbiamo gestito benissimo gli eventi: non si era mai sentito lo speaker spiegare le vie di fuga prima dell'evento. Grazie alla collaborazione nell'organizzazione con la prefettura, la questura, i vigili urbani e tutte le forze di polizia abbiamo ottenuto l'obiettivo di avere la massima sicurezza. Le polemiche non sono vere e il Carnevale, è bello e ce lo teniamo ben stretto, cercando di diffonderlo sempre più in tutta la città metropolitana».

Brugnaro rivendica anche l'esperimento sul controllo dei flussi turistici appena avviato. «Siamo i primi che provano a intervenire» ricorda «ed è chiaro che ci possono essere anche errori e che evidente che andremo avanti con miglioramenti continui.

Stiamo sperimentando queste regolamentazioni. Non c'è un numero chiuso ma per certe aree c'è un limite alle persone. Stiamo, con un certo coraggio, iniziando un percorso nuovo di regolamentazione dei flussi. L'anticipo di un'ora - alle 11 - del Volo dell'Angelo in Piazza San Marco di domenica prossima è dovuto a motivi di sicurezza e premia anche chi risiede in città o negli alberghi cittadini. Se poi prevediamo solo 20 mila persone in Piazza è per trovare i giusti numeri affinché chi viene a vedere lo spettacolo stia anche comodo: non possiamo pensare di limitare i numeri della gente che viene al Carnevale, ma anche l'anticipo dell'orario aiuterà ad impedire un massiccio afflusso in Piazza San Marco e ulteriori intasamenti». Anche a un concerto di Vasco Rossi, ha aggiunto il sindaco, «quando sono finiti i biglietti non si accettano ulteriori ingressi. E noi facciamo manifestazioni gratis per i turisti e per chi vive la città, perché il Carnevale è una tradizione centenaria, un fatto culturale di Venezia, in cui è bello perdersi». Confermata anche l'entrata in servizio di 40 nuovi vigili urbani, che saranno utilizzati in pattuglia in servizio notturno, dalle 19 all'una.


FLUSSI, IL MONITO DEL PATRIARCA MORAGLIA
«ATTENZIONE A NON PENALIZZARE I PIÙ FRAGILI»

I flussi turistici a Venezia negli ultimi decenni hanno avuto «proporzioni inimmaginabili» e sarà necessario, sul fronte delle possibili soluzioni, «alla fine pensare in termini di sicurezza non penalizzando i cittadini più fragili», come può essere una famiglia che organizza una gita per portare i figli a vedere il Carnevale. Nel dibattito riaperto in città dalla massiccia presenza di turisti sabato scorso per il prologo della manifestazione è intervenuto ieri anche il Patriarca Francesco Moraglia . Una questione, quella del numero eccessivo di presenze, da contemperare con il tema della sicurezza, che investe anche la Basilica di San Marco. «La Basilica» ha aggiunto Moraglia «è certamente un obiettivo sensibile, è sotto gli occhi di tutti più di altre realtà, anche se tutta Venezia è sotto l'occhio ingigantito del mondo. La Basilica cerca di fare il possibile, di attrezzarsi. Certe cose vengono studiate, non vengono dichiarate, e poi si cercano soluzioni che garantiscano sicurezza». Questioni che sono da tempo all'attenzione della Procuratoria di San Marco che sta studiando specifiche opzioni sul piano delle nuove tecnologie che possano garantire nel contempo la sicurezza e una presenza di persone che non sia penalizzante. «Anche noi» ha concluso il Patriarca «dobbiamo stare a quelli che vengono dichiarati i parametri di vivibilità di una piazza o di una struttura».
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