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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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venerdì 17 novembre 2017

Navi, la palla a Gentiloni. Casson: chiarisca subito

la Nuova Venezia, 17 novembre 2017. «Le anomalie dell'ultimo Comitatone finiscono in Parlamento. “La Legge speciale non tutela lo sviluppo del crocierismo ma la laguna”». (m.p.r.)


«La Legge Speciale non prevede la tutela dello sviluppo crocieristico ma della laguna. Per questo Venezia è questione di preminente interesse nazionale. L'ultima riunione del Comitatone si è conclusa con un nulla di fatto, e ha dato soltanto all'opinione pubblica internazionale un messaggio ingannevole: che il problema sia stato risolto. Ma non è così». Nella polemica sulle grandi navi interviene il senatore Felice Casson. Ex candidato sindaco, autore nel 2014 dell'ordine del giorno che aveva chiesto al governo di «confrontare tutte le soluzioni alternative». Iniziativa che adesso riporta il dibattito sulle grandi navi in Parlamento. Perché Casson chiama in causa il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. E chiede di sapere «se il premier sia a conoscenza di quanto accaduto nella riunione del 7 novembre», e «quale valore politico e giuridico attribuisca ai lavori del "Comitatone" del 7 novembre e alle sue conclusioni». Dove si parla di «presa d'atto» e «invito» alle amministrazioni». Ma non c'è traccia di Atti di Indirizzo o di provvedimenti del governo.

L'accusa di Casson parte dalle anomalie di una riunione che non è stata preceduta dalla tradizionale riunione del «Precomitatone» per consegnare i documenti; dall'assenza dei ministri previsti dalla Legge (Beni culturali, Ambiente, Ricerca Scientifica e dello stesso premier). Casson contesta l'approccio alla questione. «L'ordine del giorno del Comitatone convocato dal ministro Delrio», scrive, «parlava di prospettive e sviluppo del crocierismo nella laguna di Venezia». Appare già qui evidente, continua, «la finalità di segnare un capovolgimento degli obiettivi storici della salvaguardia. L'argomento è deviante rispetto alla funziona preliminare di tutela della laguna prevista dalla legge». 

Casson segnala anche le altre anomalìe. Cioè che indicando la soluzione Marghera non si sia tenuto conto del parere contrario dell'Autorità Marittima del 13 novembre del 2012 che avvertiva del rischio di «gravi interferenze» nel traffico commerciale aprendo il canale dei Petroli alle navi da crociera. Infine, l'invito a garantire trasparenza e vigilanza «per evitare un altro scandalo Mose». Al ministro Delrio hanno scritto anche i deputati veneziani di Mdp Mognato, Zoggia e Murer. Chiedendo di avere visione del rapporto sui progetti inviato a Roma dal presidente dell'Autorità portuale Pino Musolino. «Occorre la massima trasparenza», scrivono. Le soluzioni per le grandi navi sono ancora lontane.
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