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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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giovedì 9 novembre 2017

La città che c'è e quella che vorremmo

A Bologna si terrà un'assemblea sulla città, promossa da“Un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza”, l'iniziativa lanciata da A. Falcone e T. Montanari. (i.b.)

Città, territorio e ambiente sono in una crisi profonda: le città espropriate dalla speculazione immobiliare e dal suo connubio perverso con la finanza, il territorio frantumato da una forma esasperata di dispersione insediativa (sprawl) e consumo di suolo che hanno colonizzato e travolto il mondo rurale, l’ambiente dilaniato dal dissesto idrogeologico, dal mutamento climatico e da un livello di inquinamento che lo rende invivibile.

Il neoliberismo ha trasformato città, territorio e ambiente nei campi privilegiati di estrazione di plusvalore, ampliando a dismisura il potere dei capitali privati e i margini della rendita parassitaria. La pianificazione territoriale, che in qualche misura riusciva a mediare il conflitto tra interessi privati e spazio pubblico, è stata rinnegata assieme ai principi riequilibratori del welfare-state, producendo ingiustizie, disordine, disfunzionalità, disastri. I diritti alla città, all’abitare, al fare società vengono negati, mentre si susseguono eventi catastrofici che nulla hanno di naturale ma sono dettati dall’ingordigia affaristica.

Una perenne condizione emergenziale che grava sulla nostra esistenza e va cambiata radicalmente.
La trasformazione della città, la cura del territorio e la salvaguardia ecosistemica dell’ambiente debbono appartenere alla dimensione pubblica, in cui la statualità, con il contributo decisionale e vincolante dei cittadini, si fa garante dei beni collettivi.

L’assemblea vuole essere un momento di confronto tra competenze critiche e testimonianze di territorialità attiva e civismo. Abbiamo perciò coinvolto studiosi in dissenso con gli indirizzi urbanistici attuali e gruppi che ogni giorno sul terreno delle pratiche costruiscono cittadinanza attiva, le cui esperienze ci aiuteranno a comprendere le esigenze e le tensioni della società attuale, nella speranza di creare una consapevolezza comune a favore di un nuovo e diverso modello economico non basato sullo sfruttamento dei patrimoni collettivi.
Per favorire il dialogo sul sito saranno pubblicate schede di sintesi e proposta su temi che riteniamo nodali e i materiali che emergeranno a partire dall'assemblea così come dal confronto con altre realtà territoriali che via via vorranno unirsi a questo percorso.

L’incontro è promosso da “Un’alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza” di Bologna

Dal 25 settembre, sul sito nazionale, é possibile aderire al percorso proposto nel corso dell'Assemblea tenuta al teatro Brancaccio il 18 giugno scorso. Qui il sito.


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