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giovedì 23 novembre 2017

Diciamo no alla privatizzazione dell’urbanistica in Emilia Romagna fino all’ultimo minuto utile!

Un resoconto del convegno "Privatizzare l’urbanistica", promosso dai gruppi assembleari L’Altra Emilia-Romagna, Misto (Art Uno-MDP) e Sinistra Italiana per discutere dell’inaccettabile progetto di legge urbanistica regionale, Bologna, 15 novembre 2017.


A Bologna il 15 novembre scorso si è svolto un interessante incontro di riflessione critica sull’inaccettabile progetto di legge urbanistica regionale, approvato dalla Giunta e in dirittura d’arrivo in Consiglio Regionale. Frutto di una iniziativa congiunta dei gruppi assembleari L’Altra Emilia-Romagna, Misto (Art Uno-MDP) e Sinistra Italiana, l’incontro è stato presieduto e introdotto da due rappresentanti 'storici' della tradizione di eccellenza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale ben nota anche in ambito internazionale: Pierluigi Cervellati e Piero Cavalcoli. Fra i relatori, alcune figure chiave di amministratori regionali che, nel passato recente, hanno saputo promuovere scelte molto innovative in materia di riforme urbanistiche (Angela Barbanente per la Puglia e Anna Marson per la Toscana) e alcuni accademici, studiosi e professionisti da sempre attenti alle vicende urbanistiche emiliano-romagnole e con forti legami, di amicizia e di condivisione culturale, con gli urbanisti che si sono assunti l’impegno di strutturare l’incontro (Paola Bonora, Roberto Camagni, Maria Cristina Gibelli, Rodolfo Lewanski, Silvia Prodi ed Ezio Righi).

Raffaele Donini, Assessore regionale all’Assetto del territorio, che aveva in un primo tempo garantito la sua presenza a quella che avrebbe potuto costituire una occasione di confronto critico rilevante, ha dichiarato forfait all’ultimo momento. Ha preferito probabilmente presenziare all’inaugurazione di FICO (Fabbrica Italiana Contadina) Eataly World Bologna, il “parco agroalimentare più grande del mondo”? Certamente si trattava di un’occasione pubblica meno impegnativa e più affine alla sua visione dell’urbanistica come coacervo di progetti a forte impatto mediatico e sicura redditività (privata e cooperativa).

E, d’altra parte, il protagonista chiave di FICO, Oscar Farinetti, non è l’imprenditore, indubbiamente 'di successo' e amicissimo di Matteo Renzi, che aveva ricevuto, dall’attuale sindaco di Milano e allora amministratore delegato di EXPO 2000, l’assegnazione diretta dell’appalto di tutta la ristorazione di quella grande ‘abbuffata’ alimentare (in senso metaforico, ma anche letterale)?

Saranno infatti i privati i futuri attori con cui le amministrazioni locali dovranno cimentarsi, tentando, in un gioco in cui le regole sono state quasi completamente azzerate, di far valere tutta la loro capacità negoziale nell’amministrare il territorio. È questa la semplificazione decisionale di cui è pericolosamente impregnato tutto il testo del progetto di legge. La proposta di riforma urbanistica è infatti un coacervo di norme e procedure deregolative inquadrate da un solo "principio" (che ovviamente tale non è) il quale viene immediatamente enunciato all’articolo 1, comma 3 dell’indigeribile testo di legge: “valorizzare la capacità negoziale dei Comuni”.

Vi ricordate Maurizio Lupi? Già nel 2005 quando era parlamentare di Forza Italia era stato il primo relatore di una proposta di Legge di principi, ampiamente condivisa da tutto l’arco parlamentare, che naufragò solo per lo strappo di Fini da Berlusconi. In quel testo di legge l’unico vero 'principio' era costituito dal “sostituire atti negoziali agli atti autoritativi”. Sempre Lupi, questa volta autorevole ministro del governo di Matteo Renzi, ci aveva ritentato in maniera ancora più radicale nel 2014 con il suo disegno di legge “Principi in materia di politiche pubbliche territoriali e trasformazione urbana”, nel quale si elevava a principio, largamente incostituzionale, il diritto d’iniziativa e di partecipazione dei privati ai procedimenti di pianificazione, anche “al fine di garantire il valore della proprietà”.

Il progetto di legge approvato dalla giunta regionale dell’Emilia Romagna sembra realizzare 'al meglio', con più perentorietà di altri apparati legislativi regionali già vigenti, il sogno dell’ex-ministro Lupi. Addolora il fatto che non solo in Lombardia, che da più di venti anni sta sperimentando il modello Lupi, o in altre Regioni governate stabilmente dalla destra, ma anche in questa regione stabilmente retta dalla sinistra (se ancora il termine ha un significato), stia per realizzarsi il crepuscolo del buon governo dei beni comuni e l’eclissi della pianificazione urbanistica e territoriale.

eddyburg, da qui alla data di approvazione della legge in consiglio regionale, continuerà a pubblicare tutti gli interventi critici che perverranno alla redazione (in particolare, quelli dei relatori che hanno partecipato all’incontro di Bologna). Cominciamo oggi, allegando il testo, scritto da Piero Cavalcoli,
su alcuni emendamenti irrinunciabili in materia di consumo di suolo e di rigenerazione urbana e il contributo di Ezio Righi (responsabile territorio di Italia Nostra Regionale) lucidamente critico sulle sedicenti ‘semplificazioni’ previste dalla proposta di legge.

Rispolveriamo, per l’occasione, l’immagine di Big Bad Wolf che abbiamo utilizzato nelle passate battaglie contro Maurizio Lupi e le sue riforme urbanistiche. Perché riscopriamo nei 'legisti' emiliano-romagnoli, nel loro progetto di totale e inaccettabile privatizzazione dell’urbanistica, delle affinità inquietanti con quel personaggio e con il suo disegno strategico di svendita a prezzi di saldo della città e del territorio.


Riferimenti

Le registrazioni video delle sessioni mattutina e pomeridiana del convegno sono visualizzabili ai seguenti indirizzi:
15.11.2017 AM - Per un suolo felice, privatizzare l'urbanistica?


Sul progetto di legge dell'Emilia Romagna, per criticare la minaccia neoliberista della regione ex capofila del buongoverno urbanistico, nella primavera 2017 è stato pubblicato un istant-book dal titolo Consumo di luogo. Neoliberismo nel disegno di legge urbanistica dell’Emilia-Romagna, a cura di Ilaria Agostini, prefazione di Tomaso Montanari, testi di Alleva, Berdini, Bevilacqua, Bonora, Caserta, Cervellati, Dignatici, Foschi, Losavio, Marson, Quintavalla, Righi, Rocchi, Salzano. Il libro è scaricabile qui.
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