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8 GIUGNO: MAI PIU'

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Dopo l'incidente di domenica mattina, nel quale una gigantesca nave da crociera ha investito un' imbarcazione e si è schiantata contro la riva, è stata indetta una manifestazione contro le grandi navi in Laguna. E' dal 2006 che A Venezia ci si oppone a questi mostri d'acciaio, pericolosi, inquinanti, devastanti. Non mancherebbero provvedimenti ai quali appellarsi per tenere fuori le navi, ma le istituzioni non esercitano i loro poteri, colluse come sono con gli interessi economici dominanti. Domani tutti alle Zattere, ore 16.00, anche se il prefetto ha negato il permesso di concludere il corteo a Piazza San Marco, luogo aperto a tutti i turisti e mercanti ma non a chi protesta! (a.b.)

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mercoledì 18 ottobre 2017

La legge-condono su un binario morto. Ma il M5S attacca il Pd: «Bocciatela»

il manifesto, 18 ottobre 2017. «Ddl Falanga . Rinviato in commissione, alla Camera, il testo che salva dalle ruspe l’"abusivismo di necessità"» Il mostro si nasconde nell'omra. Ma alla prima distrazione tornerà per azzannare. 

A sentire gli interventi dei deputati di centrodestra che ieri in Aula hanno votato contro il rinvio in commissione del ddl Falanga, si poteva avere l’idea che la legge che conia l’«abusivismo di necessità» sia stata pensata solo e soltanto per «i cittadini campani», chiamati in ballo in continuazione nelle dichiarazioni di voto, e aizzati contro quella parte politica che, dopo quattro anni di trattativa parlamentare e a un passo dall’approvazione, ha messo su un binario quasi morto la norma che stabilisce regole di priorità negli abbattimenti degli edifici abusivi.

Quando ormai era evidente che la «legge-condono», come la chiamano tutte le associazioni ambientaliste, sarebbe stata rispedita in commissione come poi è avvenuto (con 242 voti di differenza), qualcuno di quei cittadini ha protestato talmente vivamente, dalla tribuna dove assisteva ai lavori di Montecitorio, interrompendo con urla e slogan la deputata di Sinistra italiana Serena Pellegrino, da costringere il vicepresidente Giachetti a interrompere la seduta per qualche minuto e a far sgomberare l’aula.

Il Pd però, che fino a maggio scorso era schiacciato sulle posizioni del Ncd e sosteneva la legge che porta il nome del verdiniano Ciro Falanga e che ha impiegato gli ultimi quindici giorni a superare le divisioni interne e a portare tutti i deputati dem sull’unica posizione non suicida possibile, ha abbandonato per il momento la logica di scambio e ha votato ieri insieme a Si e Mdp.

Il M5S invece rilancia e bolla l’ennesimo ritorno del testo in commissione come «una farsa», sfidando il Pd a smettere di «strizzare l’occhio all’abusivismo, che è un immenso serbatoio di voti», e a tirare fuori piuttosto l’anima ambientalista che sostiene di avere per bocciare «definitivamente il ddl Falanga».

La norma, a favore della quale si sono schierati anche molti sindaci dem del sud, soprattutto campani, stravolge le regole dell’abbattimento dei manufatti abusivi, stilando una lista di priorità in fondo alla quale vanno a finire gli edifici «abitati». Che di fatto saranno condonati, visto i risicati finanziamenti ad hoc.

Naturalmente a chiedere la bocciatura definitiva del ddl Falanga sono anche le associazioni ambientaliste che pure tirano un sospiro di sollievo, come il Wwf («ha vinto il buonsenso») e Legambiente («si pensi piuttosto ad approvare la legge contro il consumo del suolo ferma da oltre 500 giorni al Senato»).

In ogni caso sarà difficile che la legge, arrivata in quarta lettura alla Camera, una volta modificata in commissione Ambiente sui punti che perfino il presidente dem Ermete Realacci considera troppo «ambigui», possa concludere l’iter entro la fine della legislatura.
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