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Dalle miniere del Nord Kivu (Congo) alle discariche di Accra (Ghana) i danni ambientali e la lesione dei diritti umani che la catena commerciale del coltan (il minerale usato per cellulari e computer) provoca. Dalla mostra fotografica “Le vittime delle nostra ricchezza” di Stefano Stranges. (i.b.)

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martedì 31 ottobre 2017

copertina n°8, 31 ottobre 2017

La morte di un fiume: il 5 novembre 2015 crollava la diga sul rio Doce costruita per contenere le scorie delle miniere di ferro, contaminando 700 km di fiume, le terre circostanti, sino al mare, uccidendo persone, sterminando la fauna e colpendo mezzo milione di persone. A due anni di distanza, l'accusa di 12 crimini ambientali contro la Samarco, Vale e BHP, proprietari delle miniere e della diga, è stata sospesa, e gli abitanti sono ancora in attesa di risarcimento. Fonte: Foto di Nicolò Lanfranchi. Qui un breve articolo e altre foto.
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