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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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venerdì 11 agosto 2017

«Terrazza panoramica sulle Procuratìe»

Agli appetiti sempre più grandi degli investitori privati risponde uno s-governo della città pubblico che infrange ogni regola urbanistica ed edilizia. L'autorità preposta alla tutela dei beni culturali tacerà ancora una volta? la Nuova Venezia, 11 agosto 2017 (m.p.r.)



Una terrazza panoramica sui tetti delle Procuratìe Vecchie, con affaccio su Piazza San Marco, simile a quella realizzata al Fontego dei Tedeschi con vista sul ponte di Rialto e sul Canal Grande dal gruppo Benetton con l'archistar olandese Rem Koolhaas. È il clamoroso progetto che Assicurazioni Generali - con l'amministratore delegato Philippe Donnet - avrebbero in mente per "valorizzare" ulteriormente il complesso monumentale all'interno dell'intervento di ristrutturazione già in corso (seguìto dall'architetto Gretchen Harnischfeger Alexander) che prevede il frazionamento degli spazi un tempo riservati agli uffici della compagnia assicuratrice separate a uso direzionale di uso pubblico.

Il progetto già annunciato da Donnet ma non ancora presentato ufficialmente - dovrebbe avvenire ai primi di ottobre - e concordato con il Comune prevederebbe che questi spazi possano essere ceduti a grandi imprese internazionali, in una cornice come quella di Venezia e dell'area marciana. Ma anche attività di ricerca - legate anche a una fondazione che si occuperebbe anche di sostenibilità ambientale - e di tipo culturale, con una possibile area espositiva. E se Benetton ha chiamato un archistar come Koolhaas per la terrazza panoramica del Fontego, Generali avrebbero pensato a un'altra archistar per quella delle Procuratìe: l'architetto britannico David Chipperfield, già direttore della Biennale Architettura e già autore a Venezia del progetto di allargamento del cimitero di San Michele e di quello preliminare di restauro e riallestimento dell'ala storica delle Gallerie dell'Accademia. 

La terrazza panoramica su Piazza San Marco sarebbe funzionale agli eventi "interni" organizzati dalle Generali nelle Procuratìe per i suoi ospiti e non avrebbe dunque un uso pubblico. Ma essi potrebbero appunto godere dall'alto della vista incomparabile della Piazza.Sulla proposta di realizzare sui tetti delle Procuratìe Vecchie una terrazza panoramica ci sarebbe già stato un incontro preliminare con la Soprintendenza veneziana, che non sarebbe però favorevole al via libera. Generali si baserebbe sul fatto che sui tetti delle Procuratìe ci sono già una piccola terrazza e alcune altane in legno e ferro, già a suo tempo rifatte in un precedente intervento di restauro compiuto dall'impresa Innocente & Stipanovich su progetto e sotto la direzione lavori dell'architetto Giampaolo Mar (tra l'altro padre dell'attuale assessore al Turismo Paola Mar, che a suo tempo fu anche autrice di una ricerca storico documentaria per lo studio di fattibilità per il restauro e la ristrutturazione delle Procuratie Vecchie). 

La richiesta sarebbe dunque quella di trasformare la terrazza questo sistema di altane già esistenti in un'unica terrazza, rialzata, che permetta appunto la vista della Piazza. E le Generali, per convincere la Soprintendenza, si sarebbero fatte forti del precedente "Fontego dei Tedeschi". Se i Beni culturali hanno già detto sì alla realizzazione della terrazza sul tetto del cinquecentesco edificio, non dovrebbero opporsi all'analoga richiesta delle Generali, che stanno investendo molto in città e nell'area marciana anche con il finanziamento del rifacimento dei Giardinetti Reali. Ma al di là del cambio dei dirigenti - la soprintendente che ha seguito il progetto del Fontego era Renata Codello, mentre al suo posto c'è ora Emanuela Carpani - la Soprintendenza avrebbe finora fatto muro, limitandosi a concedere, per quanto riguarda la copertura delle Procuratie, la sistemazione degli spazi già esistenti. Un rifiuto non bene accetto, mentre intanto i tempi stringono e Generali - pur ancora senza tutti i tasselli a posto - dovrà a fine estate presentare il suo progetto.
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