responsive_m


Domani è troppo tardi per salvare il pianeta Terra. Lo affermano quindici mila scienziati di 184 paesi che hanno reiterato l'appello "World Scientist' Warning to Humanity"per fermare la distruzione del Pianeta, lanciato per la prima volta 25 anni fa. (l.s.)

scritta dai media

DAI MEDIA

martedì 1 agosto 2017

«Smog a Venezia turisti attenti»

Facile per Porto e Venezia terminal passeggeri invocare i dati ufficiali dell'Arpav. Come se non sapessero che a Venezia e in tutta la laguna c'è un'unica e inutile centralina. la Nuova Venezia, 1 agosto 2017 (m.p.r.) con riferimenti



«Se vi recate quest'estate a Venezia per una vacanza, non dimenticate di mettere in valigia la vostra mascherina anti-smog. Preoccuparsi dell'aria inquinata può sembrare strano in una città con poche strade e macchine, ma l'aria di Venezia presenta dei rischi nascosti». Il noto quotidiano britannico The Guardian sposa la causa ambientalista sul problema del passaggio delle navi da crociera in Bacino San Marco e dell'inquinamento da loro prodotto, mettendo in guardia i propri connazionali diretti in laguna. Lo ha fatto pubblicando nell'edizione di ieri un articolo di Axel Friedrich, ambientalista tedesco esperto di inquinamento che lavora con l'Ong tedesca Nabu, e che ha già fatto un paio di anni fa con il suo pool rilevazioni sull'inquinamento prodotto a Venezia dalle navi da crociera, in collaborazione anche con il Comitato NoGrandiNavi.

«Inquinamento in laguna 500 volte superiore a quello in mare»
L'articolo si intitola appunto «Diretti a Venezia? Non dimenticate la mascherina anti-smog». «Ogni giorno cinque o sei delle più grandi navi da crociera del mondo avanzano nel cuore della città antica», scrive Fredrich sul Guardian. «Queste navi pubblicizzano i loro lussuosi ristoranti, le loro grandi piscine e il divertimento esotico ma non dicono nulla sulle esalazioni che sprigionano nell'atmosfera». Friedrich aggiunge che «i veneziani hanno ragione ad essere arrabbiati» per l'impatto del turismo e ricorda il referendum lanciato da NoGrandiNavi per chiedere alle navi da crociera di rimanere fuori dalla laguna. 

«Gli operatori delle navi affermano che usano combustibili a basse emissioni inquinanti ma le misurazioni che ho effettuato», continua l'autore, «vicino al porto di Venezia raccontano una storia diversa». Secondo Friedrich «mentre le grandi navi navigavano lungo il canale principale, a pochi passi dalla riva, la mia squadra ha registrato fino a 500 particelle ultra-sottili per centimetro cubo, 500 volte superiore rispetto all'aria pulita del mare». L'autore conclude che «le navi da crociera sono un pericolo non solo per gli abitanti della città, ma anche per gli stessi turisti».Trevisanato (Vtp): «Una "bufala" pazzesca». 

«Una "bufala" pazzesca»

Questo il pepato commento di Sandro Trevisanato, presidente dimissionario della Venezia terminal passeggeri (Vtp), la società che gestisce lo scalo crocieristico veneziano, su quanto scritto sul Guardian da Axel Friedrich. Per Trevisanato, dopo l'accordo Venice Blue Flag siglato tra Porto, Capitaneria di Porto, Comune e le società crocieristiche che fanno scalo a Venezia «l'inquinamento da navi passeggeri è pari a zero perché vengono utilizzati carburanti "puliti" ma le stesse navi non possono scaricare "rifiuti" nell'aria a 10 miglia dalle bocche di porto della città, mentre vi transitano e stazionano». 

«Le cosiddette grandi navi», ricorda Trevisanato, «non passano più per Venezia viste le restrizioni imposte al tonnellaggio, tutto mentre si aspetta il via libera all'ingresso, per evitare San Marco, alla "bocca" degli Alberoni per poi passare lungo il canale dei Petroli e quindi il Vittorio Emanuele, canale che è da ripristinare perché non più in uso da anni. Lo scandalismo ambientalista di certi personaggi non tiene conto del fatto che le navi da crociera sono un passaggio stagionale mentre ad esempio i mezzi pubblici, i vaporetti, inquinano tantissimo e che i picchi di inquinamento si hanno quando il riscaldamento delle case è acceso mentre la città è attraversata da migliaia di barche a motore anche di stazze notevoli che non hanno limiti sui carburanti».

Musolino (Porto): «Guardate i dati Arpav»

«Non portano dati, portano commenti, su questa vicenda è come parlare della nazionale di calcio: siamo tutti commissari tecnici». Lo afferma Pino Musolino, presidente dell'Autorità portuale di Venezia respingendo le affermazioni sull'inquinamento da passaggio delle navi da crociera sostenuti da Axel Friedrich su The Guardian. «Non si sa nulla su come sia stata fatta questa indagine», rileva Musolino, «quando, seguendo le norme di legge, c'è l'Agenzia regionale per l'ambiente del Veneto che monitora costantemente tutto». «Ci sono associazioni ambientaliste che depositano in procura un esposto ogni tre giorni», aggiunge, «ma non ne è passato uno perché se i dati che pubblichiamo sul web fossero falsi e gli esposti credibili, a quest'ora sarei davanti a un Pm con accuse precise». «Noi produciamo dati scientifici», sottolinea Musolino, «non opinioni e mi stupisce una testata giornalistica che invece di sentire noi o guardare il nostro sito, con dati certificati, vada a dar fiato a una persona che non spiega la fonte e modalità delle sue presunte indagini. Se inquinassimo, saremmo già stati convocati in Procura, ma è anche vero che potremmo andarci noi, considerato ciò che ci è stato detto contro».

Inquinamento a settembre nuova denuncia

«Alla fine di settembre abbiamo intenzione di presentare un nuovo dossier-denuncia sull'inquinamento delle grandi navi agli organi competenti e alla Procura della Repubblica di Venezia», annuncia Luciano Mazzolin per l'associazione AmbienteVenezia e per il Comitato NoGrandiNavi. Mazzolin ricorda che Friedrich, che ha scritto l'articolo sul Guardian, ha fatto una campagna di rilievi in città negli ultimi tre anni. «L'ultima campagna», rileva Mazzolin, «si è tenuta nell'aprile scorso ed avrebbe indicato un inquinamento atmosferico lungo le rive del bacino di San Marco e il canale della Giudecca, dove passano le navi passeggeri, con le polveri sottili per 180 mila particelle al centimetro cubo, a fronte di limiti internazionali che oscillano dalle mille alle duemila "parti"». Mazzolin sostiene che secondo Friedrich «l'inquinamento si verificherebbe anche all'interno delle navi, facendo respirare polveri ultra sottili per 320 mila parti a centimetro cubo».

Riferimenti
Sull'inutilità dell'unica centralina dell'Arpav a Venezia, e sulla gravità dell'incontrollato traffico acqueo in laguna, si veda su eddyburg di Silvio Testa Venezia, le “14.000 auto” che inquinano città e laguna
Show Comments: OR