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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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sabato 19 agosto 2017

Migranti, assessore al Turismo della Sicilia: “No all’accoglienza dei profughi nei patrimoni Unesco e in città turistiche”

Guai se i fuggitivi dagli inferni del Terzo mondo danneggiano il turismo firmato Unesco! Rigettiamoli in mare e salviamo il nostro Pil, chiede l'assessore al turismo dell'indigena Sicilia. Il Fatto Quotidiano, 18 agosto 2017, con postilla

«In un'intervista al quotidiano La Sicilia, Anthony Barbagallo ha spiegato che a suo avviso la presenza di rifugiati e richiedenti asilo "danneggerebbe" il turismo italiano e deturperebbe il patrimonio paesaggistico d'eccellenza della Penisola: "Non sono razzista e sono per l’accoglienza, ma con alcuni limiti di buon senso"»

“L’immigrazione danneggia le nostre eccellenze paesaggistiche”. Ad affermarlo è l’assessore al Turismo della Regione Sicilia, Anthony Barbagallo, in un’intervista rilasciata al quotidiano La Sicilia. “Non sono razzista e sono per l’accoglienza, ma con alcuni limiti di buon senso – prosegue il politico del Pd che, nel proprio profilo Facebook riporta la pagina del giornale con le sue parole – Uno di questi: non distribuire i profughi nei comuni turistici. Non si possono fare Sprar con decine di migranti a Taormina, a Bronte o nel patrimonio Unesco. I migranti vanno distribuiti altrove. Perciò chiedo ai nostri solerti prefetti di esentare dall’obbligo di accoglienza i sindaci dei comuni turistici siciliani”.

Secondo Barbagallo la deroga riguarderebbe circa una cinquantina di Comuni: tutti quelli sedi di siti Unesco, più quelli a evidente vocazione turistica. “Non è difficile, secondo me si può fare – ha aggiunto – Sin da subito”. Tra le altre emergenze che danneggiano il turismo nell’Isola, l’assessore ha citato anche “i pesantissimi danni d’immagine” causati dai “rifiuti, per i quali, oltre ai controlli, urge una rivoluzione culturale” e quest’anno dagli incendi: “Calampiso, con le immagini degli sfollati in tv – ha ricordato Barbagallo – ma anche Piazza Armerina con tre ordigni bellici esplosi in mezzo a una lingua di fuoco: sembrava la fine del mondo e io mi sono assunto la responsabilità di sospendere uno spettacolo a Morgantina”.

postilla

Il sig. Antony Barbagallo vive in Sicilia, regione i cui abitanti sono il prodotto di successive migrazioni. Sembra non sapere che le bellezze di cui la Sicilia è piena sono opera di migranti, venuti in gran parte dai paesi che sono oggi gli stessi da cui fuggono i disperati che vorrebbe rimuovere. Certamente non sa che i migranti di oggi fuggono dai loro territori perché sono stati sfruttati, devastati e resi deserti per ottenere il benessere nel quale vive. Se l’Unesco si occupasse di educazione degli adulti potrebbe forse insegnare al sig. Barbagallo qualcosa di utile. Ma è, ahimè, solo un’agenzia mondiale per lo sviluppo del turismo nei paesi ricchi, quindi finirà per raccomandare ai prefetti di accogliere le sue richieste. Oppure provvederà  ancor prima il solerte Marco Minniti, che i prefetti comanda.
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