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PONTE MORANDI UN ANNO DOPO

PONTE MORANDI UN ANNO DOPO
Il 14 agosto di un anno fa, uno degli emblemi della 'modernità' crollava, trascinando con se 43 persone e travolgendo la vita di centinaia di sfollati e di una regione intera. Un episodio che avrebbe dovuto mettere in discussione la logica perversa che sta facendo marcire l'infrastruttura fisica e sociale del nostro paese. A un anno dal dramma nulla è cambiato, prosegue il disprezzo per la manutenzione, la sicurezza e la tutela dell'ambiente: nessuna revoca delle concessioni ai privati (interessati solo ai profitti) e finanziamenti al 'nuovo', dove corruzione, speculazione e interessi particolari possono fare i loro porci comodi. In Italia metà delle concessioni autostradali fanno riferimento a società collegate alla famiglia Benetton, che non sono un modello di imprenditoria ma emblemi di sfruttamento umano e ambientale. (ib & es)

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venerdì 18 agosto 2017

L’uomo del Qatar sta con Pigliaru: via il vincolo dei 300 metri dal mare

«L'amministratore delegato della Smeralda Holding approva la legge urbanistica regionale, e se resta l’articolo 43 "ne approfittiamo"». il manifesto 18 agosto 2017, con riferimenti  (c.m.c.)





«Non credo che si possa far crescere il turismo in Sardegna senza alcun intervento nella fascia dei 300 metri dal mare». Mario Ferraro, amministratore delegato della Smeralda Holding (la società con cui il Qatar controlla il patrimonio immobiliare della Costa Smeralda) esce allo scoperto. Nel dibattito sulla legge urbanistica che la giunta presieduta da Francesco Pigliaru (Pd) sta per presentare al consiglio uno dei principali player della partita che ha come posta il futuro delle coste sarde interviene per dire che gli interventi di ampliamento degli alberghi nella fascia protetta dei 300 metri dalla battigia sono assolutamente necessari si si vuole «far crescere il turismo».

Un sostegno aperto alla giunta Pigliaru che Ferraro consegna a un’intervista al quotidiano l’Unione sarda. «Gran parte del futuro sviluppo turistico dell’isola dipenderà da quella legge», specifica l’uomo del Qatar. E come se non bastasse, Ferraro non esclude che, se resta l’articolo 43 della legge, quello che in presenza di «progetti di rilevante interesse economico e sociale» concede alla giunta la facoltà di far costruire nuovi alberghi anche nelle aree sinora non toccate dal cemento, la Smeralda Holding possa approfittarne. «In quel caso – dice – parleremmo con i comuni eventualmente interessati e con la Regione Sardegna per capire quale sviluppo vogliono promuovere, e faremmo le nostre valutazioni».

Riferimenti
Sull'argomento vedi su eddyburg le interviste di Edoardo Salzano a  la Nuova Sardegna e  al manifesto, e gli articoli di Costantino Cossu, di Antonietta Mazzette e di Sandro Roggio.
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