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venerdì 11 agosto 2017

Fronte ambientalista compatto, anche contro la legge sul turismo

«Paesaggio a rischio. Soru non torna indietro, l’articolo 43 è irricevibile: in consiglio voto no». il manifesto, 11 agosto 2017 (c.m.c.)




Lunedì scorso l’incontro con il presidente della giunta regionale Francesco Pigliaru: Renato Soru e il capo dell’esecutivo sardo faccia a faccia. Tema del confronto la legge urbanistica regionale. Pochi giorni fa, in un’intervista al manifesto, Soru non ha usato mezzi termini: se il testo presentato dall’assessore all’Urbanistica Cristiano Erriu resta così com’è, la cosa giusta da fare, quando i diversi articoli arriveranno in consiglio per l’approvazione, è votare no.

All’indomani dell’incontro di lunedì erano circolate voci di un possibile ammorbidimento della posizione di Soru. Ma così non è. Ieri, raggiunto al telefono, Soru ci ha confermato le cose già dette nell’intervista. In particolare l’ex presidente della giunta che a suo tempo fece approvare il Piano paesaggistico regionale (Ppr) resta fermo sull’articolo 43 del progetto di legge della giunta, che prevede deroghe al Ppr nel caso uno o più imprenditori privati presentino piani di costruzione di nuovi alberghi su tratti di costa ancora vergini di “particolare interesse economico e sociale”.

Dopo che Soru aveva prospettato un possibile voto contrario sull’articolo 43, la giunta aveva risposto avanzando la proposta di togliere all’esecutivo la facoltà di disporre le deroghe al Ppr per assegnarla al consiglio. «Lo dico – scandisce ora Soru – in maniera ancora più chiara: l’articolo 43 è irricevibile. Nessuna deroga al Piano paesaggistico è accettabile. Ciò che si deve fare è cancellare quell’articolo. E non può certo farmi cambiare idea il fatto che a decidere sulle deroghe sia il consiglio».

Ma soprattutto una cosa Soru tiene a dire: «Ciò a cui dovrebbe servire una buona legge urbanistica è fare in modo che i comuni sardi approvino i loro piani urbanistici. Il Ppr a questo serviva e serve. È stato concepito infatti come una legge di indirizzo generale che indica i criteri in base ai quali le amministrazioni comunali devono approntare i loro strumenti di pianificazione urbanistica. Di questo si deve ragionare. E non di deroghe sulle zone costiere dove ancora non si è costruito. Servono regole per facilitare l’approvazione dei piani urbanistici comunali. Da questo punto di vista la proposta della giunta non solo non aiuta i comuni, ma anzi rende più complicato il quadro normativo, con una Regione centralista che vuole entrare nei dettagli della programmazione locale. Per non parlare poi di una tabella, la A4, inserita nella proposta di legge, che calcola i posti letto insediabili per ogni metro di costa in base agli stessi criteri che, prima del Ppr, hanno portato a costruite in passato oltre 300 mila seconde case, oggi disabitate per nove mesi all’anno».

Altro punto di contrasto è quello dell’aumento delle volumetrie che, con l’articolo 31, la proposta di legge della giunta concede agli alberghi già esistenti. «Dentro la fascia dei trecento metri dal mare – dice Soru – i metri cubi in più è meglio evitarli. Così dispone il Ppr. Se esiste un problema di adeguamento delle strutture a una domanda turistica mutata, si provveda, ma fuori dai trecento metri tutelati».

Sul fronte ambientalista, dopo gli stop alla giunta arrivati da Legambiente e da Italia nostra, ora si fa sentire il Wwf, che chiede al governo di impugnare un’altra legge voluta dall’esecutivo regionale, quella sul turismo, che autorizza un aumento delle volumetrie dei campeggi attraverso la costruzione di casette di legno. «Se il governo Gentiloni non dovesse intervenire – dice il Wwf – in presenza di singoli provvedimenti concessori li impugneremo presso il Tribunale amministrativo regionale».
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