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sabato 12 agosto 2017

E a Sperlonga il Tar sblocca la costruzione dell’ecomostro

«Il caso . Dopo la sospensione per violazione della sicurezza, il via libera . così il pollaio abusivo diventa villa». la Repubblica,12 agosto 2017 (c.m.c.)



I lavori della villa-mausoleo che domina, dalla provinciale per Itri, il panorama di Sperlonga, dopo il sequestro del cantiere di un mese fa, sono ricominciati come in un drammatico déjà vu che ormai, per gli abitanti del borgo magico, si ripete da anni. Dieci giorni fa, la serie di inchieste di Repubblica sull’Italia degli abusi, iniziò proprio da quella cittadina incantevole il cui territorio è stato sfregiato da manufatti illegali costruiti in barba a ogni vincolo e regolamento. A cominciare dal sindaco di centrodestra, Armando Cusani, arrestato a gennaio scorso, ai domiciliari da marzo ma ancora in carica. Il suo hotel, Grotte di Tiberio, sulla statale Flacca, malgrado l’ordine perentorio di demolizione, a spese del primo cittadino e del suocero socio al 50%, entro 90 giorni dal ricevimento dell’atto, è ancora lì. Il 6 agosto era il termine ultimo per buttare giù tutto.

Alle sue spalle, sulla montagna, i lavori dell’arrogante villa costruita da un idraulico di Sperlonga diventato milionario grazie a una giocata al superenalotto, sono ripresi dopo il dissequestro dell’area, cinque giorni fa. I sigilli, spiegano dagli uffici comunali, erano stati messi per violazione di norme sulla sicurezza sul lavoro, non per abuso edilizio. Il ricorso al tar ha dato ragione all’idraulico e operai e ruspe sono tornati a metter mattoni a pieno ritmo per recuperare il tempo perduto. Che l’idraulico porti lo stesso cognome del vicesindaco, Francesco Faiola, indagato per l’abuso edilizio di un intero quartiere – sulla carta area popolare, di fatto trasformato in polo turistico – su cui lui e Cusani hanno costruito illegalmente l’hotel Ganimede, è solo una coincidenza.

Leone Faiola però una parentela nelle alte sfere della politica locale la ha. La moglie, Anna De Simone, proprietaria della villa, è la zia dell’ormai ex assessore all’Urbanistica di Sperlonga, in carica quando, nell’agosto del 2014 cominciarono i lavori di costruzione di quel mausoleo. Malgrado sull’area gravi un vincolo paesaggistico, le carte sono perfettamente in regola. In sintesi: cinque anni fa Faiola vinse insieme ad altri 25 giocatori, 62milioni di euro, rilevò la concessione di quel terreno su cui fino al 2012 insisteva un pollaio abusivo, dai figli dell’originario proprietario, il chirurgo Valdoni per 500mila euro, quindi iniziò la rapida trafila burocratica per ottenere tutte le scartoffie. Un piccolo stop di facciata ci fu nel febbraio 2014 quando i consiglieri di minoranza del Pd tirarono fuori un vecchio verbale firmato da un vigile urbano, diventato nel frattempo capo dell’ufficio tecnico e firmatario del placet per la nuova costruzione di Faiola, in cui ordinava lo sgombero del pollaio in quanto fuorilegge per via dei vincoli di quel luogo. Nell’agosto dello stesso anno però tutto risolto.

I lavori cominciarono ma con un nuovo permesso: una variante in corso d’opera che concedeva ancora più metri quadri di cemento, anche se l’opera in realtà iniziava solo da quella data. Un abuso legalizzato e sanato da carte. «È il vecchio trucchetto – sorride di un riso amaro Nicola Reale, ex consigliere d’opposizione, il primo a denunciare gli affari illegali del sindaco – si continuano a sbandierare i permessi previsti dalla legge per dimostrare che il manufatto realizzato ha tutti i crismi della legalità.

Un santuario di illegalità, ecco cos’è Sperlonga, un territorio governato da una cupola di potere che decide e controlla ogni cosa: dalle nomine nei posti di rilievo ai singoli cittadini che vengono lusingati con promesse o intimoriti con minacce». «Cusani è un bravo uomo e ha sempre mantenuto le sue promesse, a me ha sistemato tutti i figli in posti buonissimi, lasciatelo in pace», dice la signora Carmela che di figli ne ha sette.
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