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lunedì 10 luglio 2017

Per capire la crisi del Venezuela

La crisi storica del capitalismo venezuelano: tre ipotesi di L.V. Leon, Internazionale 7 luglio 2017 e un dettagliato articolo di E.T.Mantovani, Comitato Carlos Fonseca, 23 maggio 2017 per comprenderne le ragioni (i.b)



Internazionale, 7 luglio 2017 (ripreso da Prodavinci)
TRE IPOTESI PER IL FUTURO DEL VENEZUELA
di Luis Vincente Leon

Si possono fare tre ipotesi su come il Venezuela potrà uscire dalla crisi che sta vivendo da mesi. Nella prima, il governo di Nicolás Maduro (del Partito socialista unito del Venezuela) mantiene il potere, anche se la situazione nel paese continua a peggiorare. La crisi economica si aggrava e le manifestazioni proseguono, ma il governo fa di tutto per restare a galla.

La repressione delle manifestazioni diventa più severa fino al punto di coinvolgere anche altri componenti della forza armata. Il governo invita a lottare contro quella che viene definita un’insurrezione armata, mentre i militari mantengono una relativa unità. Con il passare del tempo si aggrava la situazione economica ma si logora anche l’opposizione, confusa e debole, chiusa in una battaglia a senso unico che non riesce a vincere ma ripropone ogni volta con le stesse modalità. Senza una leadership forte, la protesta non si allarga. Il governo ne esce indenne e convoca un’assemblea costituente, cambiando le regole elettorali e garantendo alla minoranza rivoluzionaria di restare al potere.

Garantire la convivenza
La seconda ipotesi prevede un’implosione negoziata e potrebbe realizzarsi solo a tre condizioni. Innanzitutto un leader dell’opposizione dovrebbe imporsi sugli altri prendendo decisioni, assumendo l’iniziativa, creando speranze e ampliando la base della protesta. Una maggiore partecipazione alle manifestazioni è la seconda condizione necessaria: se tutto il paese si opporrà al potere, non ci saranno carri armati, gas lacrimogeni o fucili che tengano. Le proteste pacifiche portano all’ingovernabilità e alla terza condizione: una spaccatura nel chavismo.

Chi spera di “convocare il popolo in piazza dietro una Giovanna d’Arco in estasi, che guidi i cittadini adoranti fino alle sedi del potere rischiando la morte” si illude. La protesta pacifica invece può penetrare nel palazzo presidenziale, nel tribunale supremo e nelle caserme. Non fisicamente, ma attraverso il dissenso interno che crea fazioni in lotta tra loro nel sistema. A quel punto ci può essere un cambiamento negoziato, con i militari che spingono per una trasformazione in grado di garantire la stabilità del paese. Le trattative servono anche a permettere ad alcuni protagonisti di uscire di scena incolumi e a ristrutturare le istituzioni, mantenendo però delle quote di potere chavista e militare in modo da assicurare la loro convivenza. Si forma così un governo di transizione che almeno all’inizio non è guidato dai soliti politici dell’opposizione.

Alla prima ipotesi attribuisco il 45 per cento di probabilità, alla seconda il 40 per cento. Nessuna delle due percentuali è bassa ed entrambe danno un’idea del clima d’incertezza in cui viviamo. E il restante 15 per cento?

È la terza possibilità: con un governo che non soddisfa i bisogni del popolo e un’opposizione che a volte sembra persa e confusa sugli obiettivi e i metodi di lotta, può venire allo scoperto qualche gruppo di cospiratori che immaginiamo esista negli ambienti militari venezuelani. In questo caso, la rottura e il cambiamento s’imporrebbero con un golpe militare. Considerata la situazione attuale del paese, secondo alcuni qualsiasi cambiamento sarebbe positivo. Le stesse persone in passato dicevano che niente poteva essere peggio di Hugo Chávez.



Comitato Carlos Fonseca, 23 maggio 2017
(ripreso da alainnet.org)
IL VENEZUELA DALL'INTERNO:
SETTE CHIAVI DI LETTURA
PER COMPRENDERE LA CRISI ATTUALE

di Emiliano Terán Mantovani

Non è possibile comprendere l’attuale crisi in Venezuela senza analizzare nel loro insieme le cause che si sviluppano “dall’interno”, e che non vengono spiegate nel complesso dai principali mezzi di comunicazione. Abbiamo individuato sette chiavi di lettura della crisi attuale che mostrano come non sia possibile comprendere quello che sta accadendo in Venezuela senza prendere in considerazione l’intervento straniero e che il concetto di “dittatura” non spiega né il caso venezuelano, né può considerarsi una specificità regionale di questo paese. Constatiamo a sua volta che il contratto sociale, le istituzioni e i principi dell’economia formale si stanno disfacendo, e che il futuro e le linee politiche nel contesto attuale si stanno definendo attraverso la via della forza e una buona dose di meccanismi informali, eccezionali e sotterranei. Sosteniamo che l’orizzonte condiviso dei due blocchi dei partiti che rappresentano il potere è neoliberale, che siamo di fronte a una crisi storica del capitalismo venezuelano della rendita e che le comunità, le organizzazioni popolari e i movimenti sociali si trovano di fronte a un progressivo annullamento del tessuto sociale.

L’immagine del Venezuela dipinta dai grandi mezzi di comunicazione internazionali di tutto il mondo è senza dubbio un’immagine che esula dall’ordinario. Non ci sono dubbi che ci sia troppa confusione a riguardo, troppo manicheismo, troppi slogan, troppe manipolazioni e omissioni.

Ma al di là delle versioni instupidite della neolingua mediatica che interpreta tutto quello che sta succedendo nel Paese come “crisi umanitaria”, “dittatura” o “prigionieri politici”, e della narrativa eroica del Venezuela del “socialismo” e della “rivoluzione” che interpreta tutto quello che sta succedendo nel Paese come “guerra economica” o “attacco dell’imperialismo”, ci sono molte tematiche, soggetti e processi resi invisibili, che agiscono più in profondità e che costituiscono l’essenza dello scenario politico nazionale. Non è possibile comprendere la crisi attuale in Venezuela senza analizzare nel loro insieme le cause che si sviluppano “dall’interno”.

Il criterio di azione e interpretazione fondato sulla logica “amico-nemico” risponde più a una disputa tra le élite dei partiti politici e dei gruppi economici che agli interessi fondamentali delle classi lavoratrici e alla difesa dei beni comuni. È necessario scommettere su sguardi complessi che analizzino il processo di crisi e il conflitto nazionale, e che contribuiscano a tracciare le coordinate per affrontare e immergersi nella congiuntura attuale.

In allegato il testo completo PDF dell'articolo con le sette chiavi di lettura "per comprendere tale contesto, analizzando non solo la disputa tra governo e opposizione, ma anche i processi che si stanno sviluppando nelle istituzioni politiche, nel tessuto sociale, nelle trame economiche, tenendo in considerazione le complessità del neoliberismo e dei regimi di governo nel Paese."
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