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A un secolo dalla dichiarazione di Balfour, con cui il Regno Unito promise la nascita di stato ebraico in Palestina, esautorando i Palestinesi lei loro diritti, la Cisgiordania è “La più grande prigione del mondo” come dice il titolo dell ‘ultimo libro dello storico israeliano Ilan Pappe (da cui è presa la copertina di questa settimana). (a.b)

scritta dai media

DAI MEDIA

venerdì 7 luglio 2017

La scelta di Condofuri

«Condofuri sta cercando di evitare che il suo litorale venga sacrificato al modello Rimini». il manifesto, 7 luglio 2017 (c.m.c.)


L’Italia unita è un paese malato di autolesionismo, che ha ingaggiato una guerra senza quartiere contro la bellezza del proprio territorio ammirata in tutto il mondo, dilapidando una ricchezza formata da capolavori di interazione tra l’uomo e l’ambiente, depositati strato su strato generazioni dopo generazioni.

Il pesce purtroppo puzza dalla testa: soprattutto negli ultimi decenni lo Stato si è fatto sostenitore di interessi particolari, quelli del partito del cemento, a scapito degli interessi generali legati alla difesa del suolo, al risanamento idrogeologico, alla cura del paesaggio e dei segni della storia, alla salute dei cittadini.

Si sono succeduti governi con denominazioni varie, alcuni di centro destra, altri di centro sinistra e gli ultimi di centro sinistra destra, tutti però ammantati dallo stesso colore grigio cemento: la “Legge obiettivo” del governo Berlusconi (n.443/2001) e il più recente decreto “Sblocca Italia” del governo Renzi n.133/2014 esprimono la stessa filosofia e manifestano la stessa incoscienza.

Il risultato è che in Italia si consumano 55 ettari al giorno, pari a circa 7 metri quadrati al secondo, con opere spesso capaci di incrementare a dismisura il già cospicuo debito pubblico, senza alcun riguardo per i più gravi problemi del Pianeta: la siccità e il riscaldamento globale.

Soltanto alcune realtà municipali hanno provato a contrastare questo andazzo scriteriato affermando il principio che la terra non è risorsa infinita a disposizione di qualsiasi interesse economico immediato, ma bene limitato da preservare per le future generazioni, da coccolare per produrre cibo sano con tecniche agricole non energivore né inquinanti e per costruire il senso di appartenenza delle comunità in contesti meno sterili e amorfi di quelli attuali. Si sono affermati qua e là (fiori nel deserto arido della mercificazione) percorsi di democrazia partecipata e le Amministrazioni sono giunte a decisioni importanti confrontandosi con gruppi di cittadini informati e responsabili.

Ci sono state per esempio le esperienze di Cassinetta di Lugagnano (MI), di Grottammare (AP), di Pollica in provincia di Salerno (dopo il contrasto tra cementificatori e innovatori che ha portato all’assassinio del sindaco Angelo Vassallo).

E’ ora il caso di seguire le vicende di Condofuri (RC), la cui Amministrazione guidata da Salvatore Mafrici ragionando con i cittadini riuniti nel “Laboratorio Territoriale”, sta cercando di evitare che il suo litorale venga sacrificato al modello Rimini imperversante sulle coste di tutta la Calabria, per ripristinare invece l’ecosistema dunale e il paesaggio ormai raro delle spiagge “non attrezzate”.

Il tutto nell’ambito di una visione del territorio che cerca di ritrovare e valorizzare le sue qualità primarie (fertilità della terra, biodiversità, bellezza storica dei luoghi) puntando anche su una destagionalizzazione del turismo. Il 7 luglio, nell’aula del Consiglio comunale, si svolgerà un episodio decisivo del confronto democratico che sta portando all’approvazione di un progetto di riqualificazione costiera i cui orientamenti sono racchiusi nel concetto di “Parco a mare”.

Carlo Rovelli, famoso fisico e autorità morale, come cittadino onorario di Condofuri è intervenuto nella faccenda con un accorato parere sulle scelte che si stanno per compiere.

Lo mettiamo a disposizione dei lettori come prezioso strumento di riflessione generale.

La lettera aperta di Carlo Rovelli 

Carissimi amici e concittadini di Condofuri, e caro Sindaco,

due anni fa mi avete fatto un regalo immenso, offrendomi la Cittadinanza Onoraria e accogliendomi fra voi con un calore e un affetto che ancora mi scaldano il cuore. Permettetemi di mandarvi oggi il mio parere riguardo alle difficili decisioni che Condofuri sta affrontando riguardo alla sistemazione della sua costa.

Non conosco i dettagli tecnici di una questione così complessa e purtroppo non sono lì con voi per discuterne, ma credo di poter offrire lo stesso qualche considerazione utile, perché ci sono anche aspetti della questione che si vedono forse meglio da lontano che da vicino.

Condofuri, ho continuato a ripeterlo ogni momento passato con voi, è meravigliosa, e dispone di una ricchezza immensa: da lontano, confrontandola con il resto del mondo, è evidente: la natura strepitosa e magica che vi circonda, rimasta miracolosamente intatta fino ad ora. È una ricchezza che sarebbe un errore tragico mettere in pericolo.

Quello mi preme dirvi, forse anche correggendo quello che ho letto al riguardo, è che il motivo primo per il quale Condofuri deve difendere la sua natura, non è il senso di responsabilità rispetto al pianeta o rispetto al resto del mondo. È per Condofuri stessa. La decisione è quanto rovinarsi diventando una delle innumerevoli tristi e povere cittadine balneari, o quanto invece diventare luogo privilegiato di natura e bellezza.

La scelta mi è particolarmente chiara proprio per il luogo dove vivo: in Francia, sul mare, nella cittadina di Cassis, che sta al bordo del Parco Nazionale dei Calanques. A differenza di tante altre località della Costa Azzurra, che hanno distrutto la natura riempiendosi di cemento e stazioni balneari, Cassis ha difeso la sua costa selvaggia e intatta. Sono state scelte difficili, ma oggi è chiaro a tutti che sono state le scelte vincenti: oggi Cassis è la meta più ambita e uno dei luoghi più privilegiati dell’intera costa francese.

Condofuri ha le stesse potenzialità. Non distruggetele, ve lo chiedo con il cuore. Non solo perché fareste male alla Terra, ma sopratutto perché fareste male al futuro tanto economico quanto estetico di Condofuri. Quando sono stato a Condofuri due anni fa sono tornato a vedere quel meraviglioso piccolo bosco di Eucalipti lungo il mare, accanto alla foce. Ho camminato lungo la spiaggia verso Condofuri e ho percorso lunghi tratti di costa senza cemento e stabilimenti balneari. Avete un paradiso.

Non fatevi incantare dalle sirene di un facile guadagno vicino o da interessi particolari, guardate alla ricchezza molto più grande che sta nascosta nella vostra natura, non ve ne pentirete certamente, e il futuro sarà fiero delle vostre scelte di oggi. Questo è il mio parere. Con immenso affetto,

Carlo Rovelli
Orgogliosamente cittadino onorario di Condofuri
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