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Aed Abu Amro, il ragazzo divenuto simbolo della “Grande marcia del ritorno”, la protesta dei palestinesi della striscia di Gaza iniziata il 30 marzo di quest'anno per rivendicare il loro diritto di tornare alle loro case e famiglie da dove sono stati espulsi 70 anni fa. In questi sette mesi le forze israeliane hanno ucciso almeno 205 palestinesi nell'enclave costiera assediata, compresi giornalisti e paramedici, e ferendone oltre 18.000.(i.b.)

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DAI MEDIA

giovedì 13 luglio 2017

Addio all'editrice Marina Zanazzo

«Sorriso e determinazione. E una voglia generosa di fare qualcosa per la sua città». la Nuova Venezia, 13 luglio 2017 (m.p.r.)



Venezia. Sorriso e determinazione. E una voglia generosa di fare qualcosa per la sua città. Marina Zanazzo, 61 anni, ha smesso di soffrire. Se n'è andata lunedì sera, nel suo letto d'ospedale al Civile, dopo aver a lungo combattuto con la malattia. Era una persona di grande cultura, proprietaria-factotum di una piccola casa editrice, Il Fontego, che ha lasciato il segno nella società veneziana. Pubblicazioni coraggiose, quasi sempre controcorrente.

Libri di settore, urbanistica e storia di Venezia. E una piccola collana fortunata di libretti dal titolo Occhi aperti su Venezia. Blu per la storia e le curiosità veneziane, rossi quelli di inchiesta e denuncia. Tre euro in libreria, autori che scrivevano gratis, guadagni zero. Un'offerta culturale più che una operazione editoriale. «Si autofinanziano», diceva con orgoglio. Lei che cercava gli autori e li convinceva a dare il loro contributo. Correggeva le bozze, stampava e portava i pacchi nelle librerie. Il suo studio editoriale un magazzino nella storica Corte del Fontego, dietro campo Santa Margherita. Marina era una bella persona e una donna di carattere. 

L'ho conosciuta quando, prima che le cronache se ne interessassero dal punto di vista giudiziario, mi aveva convinto a scrivere uno dei libretti sul Mose e le grandi opere. Scandali annunciati che poi scoppieranno dopo qualche mese. «Nel nome di Venezia, chiamiamolo così», aveva detto, migliorando in un attimo un titolo poco felice. «Perché nel nome di Venezia oggi tutto è permesso». 

Amarezza e lucidità nel denunciare i tanti problemi di una città che sta perdendo l'anima. Testi raffinati, curati da Edoardo Salzano e Lidia Fersuoch, contributi di professori e intellettuali. Una collana che si era interrotta un paio d'anni fa quando i libretti non sono stati più autosufficienti e la crisi ha costretto a chiudere. I funerali si terranno domani alle 15 alla chiesa dei Carmini.
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