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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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lunedì 12 giugno 2017

Via le bombe nucleari dal Pianeta.


Stiamo procedendo a passi svelti verso il 15 giugno in cui avrà inizio a New York la nuova sessione dei lavori  in cui i paesi membri delle Nazioni Unite sono invitati a firmare un trattato...(segue)
Stiamo procedendo a passi svelti verso il 15 giugno in cui avrà inizio a New York la nuova sessione dei lavori in cui i paesi membri delle Nazioni Unite sono invitati a firmare un trattato per l’eliminazione dal mondo delle armi nucleari. Circola già la bozza di un trattato che sarebbe il primo che coinvolge i paesi della Terra in una iniziativa per la liberazione del nostro pianeta dal più grave pericolo per l’umanità, il possibile uso delle armi di sterminio di massa che non siamo ancora stati capaci di vietare. La sola minaccia dell’uso e la sola esistenza delle armi nucleari sono fonti di violenza e di paura fra i popoli.

In queste settimane ci sono stati numerosi appelli al Parlamento italiano perché dia disposizioni al governo di partecipare alle trattative e di aderire a tale trattato; per ora non si sa se il governo aderirà a quanto tanti cittadini italiani stanno chiedendo.

Di certo le voci che chiedono un ”mondo senza bombe nucleari” si stanno facendo sentire nel mondo, sia fra gli abitanti dei nove paesi che sono dotati di tali armi, sia nei paesi i cui governi considerano necessaria e utile - si fa per dire - l’esistenza delle armi nucleari o per fedeltà alla NATO o per fedeltà al governo americano o per altri motivi.

Fra tali voci c’è quella instancabile di Papa Francesco, ma altre persone con responsabilità internazionali si sono espresse anche in passato contro le armi nucleari.
Si possono ricordare Kissinger (proprio lui) che con Schultz e altri scrisse una lettere al Wall Street Journal, pubblicata il 4 gennaio 2007, Via le bombe nucleari dal Pianeta, chiedendo “A World free of Nuclear Weapons”. A questa lettera ne seguì un’altra sullo stesso giornale, pubblicata il 15 gennaio 2008,   intitolata: “Toward a Nuclear-free World

E pochi mesi dopo D’Alema, Parisi, La Malfa e altri hanno scritto, firmando come membri del governo in carica o di quelli precedenti, al Corriere della Sera una lettera, “Per un mondo senza armi nucleari”, pubblicata il 24 luglio 2008: , in cui affermavano: “L'Italia e l'Europa possono e debbono fare la loro parte per favorire il cammino verso la completa eliminazione delle armi nucleari”.
Su coraggio, signore e signori che abbiamo eletto in Parlamento perché ci assicuriate un futuro meno violento e più sicuro, e voi del governo, che siete stati incaricati dal Parlamento di operare per il bene della presente e delle future generazioni, fate sì che l’Italia aderisca ad un trattato che consenta, davvero, di arrivare ad un “mondo senza armi nucleari”.
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