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LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI

LA RAPINA DELLA TERRA AGLI ULTIMI
Sottrarre l'uso del suolo alle esigenze elementari (dall'alimentazione all'acqua, dall'abitazione alla riserva per gli usi futuri) delle comunità che lo abitano, è diventato in vaste regioni del sud del mondo, un ulteriore strumento di sfruttamento degli ultimi a vantaggio dei più ricchi. Il Land Matrix, un osservatorio indipendente del "land grabbing" registra che ad ora sono state concluse 557 transazioni, per un totale di 16 milioni di ettari (più o meno la metà della superficie dell’Italia) e altre, riguardanti circa 10 milioni di ettari, sono in corso. Questo fenomeno provoca l’espropriazione forzata e conseguentemente l'impoverimento e l'annientamento di comunità locali, la cui sopravvivenza è strettamente legata all'accesso a queste terre. (a.b.)

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venerdì 16 giugno 2017

Un appello per la pace

Un appello per sbloccare una decisione criminale dei governi europei. Firma utilizzando il link in calce. Wemove online, 16 giugno 2017


la settimana scorsa la Commissione Ue ha proposto destinare circa 500 milioni di euro all’anno dal budget Ue alla Ricerca e lo sviluppo al settore bellico e delle tecnologie Questo denaro non sarà quindi destinato ad altri settori come lo sviluppo sostenibile e la tutela dell’ambiente. Questa manovra è lo specchio delle intenzioni della lobby europea dell’industria bellica. La guerra di solito non è un buon affare, se non per l’industria bellica. 
Tra sei giorni i governi degli Stati membri si incontreranno per discutere i vari aspetti del piano. La decisione finale rimane ai ministri. La buona notizia è che la proposta è allo stadio iniziale e abbiamo la possibilità di bloccarla sul nascere!
Vogliamo contattare il Presidente del Consiglio Ue e l’Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, protagonisti dell’imminente summit e dobbiamo essere sicuri che capiscano che i cittadini europei si aspettano che la proposta della Commissione venga rifiutata. Ti va di aiutarci di unirti a noi e di aiutarci a raccogliere 100.000 firme per fermarli?
L’industria bellica è particolare, perché trae profitto dal conflitto e dalla guerra. Almeno cinque paesi Ue hanno venduto armi e munizioni a quattro paesi coinvolti nel conflitto in Siria dal 2012. La proposta della Commissione mira a potenziare le capacità di questi Stati di esportare armi sofisticate, finanziate con il denaro di chi paga le tasse. L’Ue non dovrebbe trattare in maniera privilegiata questo tipo di industria.
Eppure la Commissione si sta muovendo in questo senso. I finanziamenti al settore bellico dovrebbero provenire dai “risparmi” del budget Ue - risparmi che potrebbero invece essere investiti per sostenere programmi poco finanziati come quelli legati alla tutela dei diritti umani Potenziare la militarizzazione a scapito dei diritti umani e della risoluzione di conflitti: questa non è l’Europa di pace che vogliamo costruire.
Molti pacifisti in Europa e decine di organizzazioni si sono mobilitate la scorsa settimana. Ma hanno bisogno di noi, di migliaia di noi, per essere sicuri di essere ascoltati. E qui entriamo in gioco noi e la nostra comunità: possiamo dare un grande sostegno a chi lotta in nome della pace. Abbiamo sei giorni prima del summit a Bruxelles - non perdiamo questa opportunità! Fai appello al tuo governo ora!
Il modo migliore per moltiplicare l’impatto della nostra azione è inoltrare questa e-mail ai tuoi contatti. I tuoi amici si fidano di te e questa è la migliore garanzia per essere sicuri che si impegnino ad agire! Dobbiamo essere in migliaia e basta davvero solo un clic: ti va di inviare questa e-mail ai tuoi amici?
Sperando in un futuro di pace,
Olga (Bologna), Virginia (Madrid), Oliver (Berlino) e tutta la squadra di WeMove



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