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giovedì 1 giugno 2017

Turismo: moto ondoso

Le rievocazioni storiche dovrebbero lasciare spazio alle imbarcazioni a remi. Sono invece occasione di affari per taxi e lancioni in sfregio anche alla sicurezza. Una lettera di Dario Vianello e le interviste di Roberta De Rossi, la Nuova Venezia, 30 maggio e 1 giugno (m.p.r.)


la Nuova Venezia, 1 giugno 2017
VENEZIA, RIEVOCAZIONI STORICHE
ROVINATE DAGLI SPECULATORI
di Dario Vianello 


Domenica scorsa, Festa della Sensa, mentre le Autorità facevano notare la loro presenza nel corteo storico in altre zone della laguna e di Venezia, il traffico motorizzato impazzito metteva a dura prova la sicurezza della navigazione delle unità minori e dei passeggeri imbarcati. Barche di tutti i tipi, dai granturismo di varie dimensioni ai foranei Actv, dai motoscafi pubblici e privati finendo con la variegata numerosissima flotta diportistica, tutti a correre come pazzi tutti a produrre onde devastanti consapevoli che nessun controllo è stato disposto e li fermerà.

I canali che collegano la laguna con i cantieri della terraferma sono percorsi da barche lanciate a velocità massima nonostante i cartelli segnalino limiti ben più bassi, la normativa che regolamenta le aree blu lagunari è ormai totalmente disattesa. I fragili canali lagunari sono percorsi da giganteschi granturismo, ogni anno più grandi, che producono alte onde incuranti delle unità minori che incrociano nella loro rotta. Perfino le navi fluviali, lunghe 110 metri e larghe 10, hanno iniziato a percorrere canali come la Scomenzera di San Giacomo e il Taglio di Mazzorbo, navi che oltre a intralciare pericolosamente la stessa navigazione dell'Actv non sono nemmeno in grado di invertire la rotta in caso di necessità; una volta iniziato il percorso a Murano sono obbligate a continuarlo fino a Burano. 

Lo stesso corteo storico della Sensa ha dovuto subire gravi ripercussioni dal traffico motorizzato provocato da chi non vuole fare il più piccolo passo indietro nel rispetto della città e degli altri, troppo impegnati in facili guadagni o in un uso distorto della laguna. Che senso ha tutto ciò? A cosa servono queste rivisitazioni storiche se poi non c'è l'impegno delle autorità nel prodigarsi per la salvezza di Venezia e della laguna? La sottomissione alla speculazione turistica è totale, parte della società civile sembra incapace di risollevare la testa accontentandosi di sporadiche briciole a ricordo di un passato glorioso anch'esso asservito ai potentati locali e foresti. 

Intanto Venezia si sta avviando a divenire una non-città dove organizzare eventi e feste per il divertimento di vip e turisti e per favorire speculazioni di ogni tipo, mentre il numero dei residenti scende sempre più. Noi non vogliamo essere delle comparse per soddisfare i momenti di notorietà di politici affaristi e insensibili, ma essere protagonisti della vita quotidiana tornando liberi di circolare per Venezia senza rischiare la vita. 


la Nuova Venezia, 30 maggio 2017
LO SFOGO DI ALMANSI
«ONDE DAPPERTUTTO»
di Roberta De Rossi

«Non si può rischiare di affondare per il moto ondoso durante una regata di voga: prima i taxi continuavano a passare sulla linea di partenza, dove ci stavamo riscaldando, incuranti dei richiami della Capitaneria; durante la regata, abbiamo imbarcato acqua in continuazione, tra le onde del bacino; ad un certo punto ci siamo viste arrivare addosso un ferry boat, che ha messo la retromarcia all’ultimo, facendoci quasi rovesciare, anche le due moto d’acqua delle forze dell’ordine facevano onde . Eppure durante l’America’s Cup il bacino era un olio». 

La giovane regatante Elena Almansi è arrabbiatissima. Chiede al Comune di darsi da fare per garantire più sicurezza nelle gare e, in generale, alla laguna: «Tutti corrono, hanno fretta», dice, incuranti della sicurezza. Io stessa sono stata investita, l’anno scorso. Non c’è attenzione e così non si difende la città, né le tradizioni». Lo sfogo è diretto al Comune. 

«La lotta al moto ondoso e la difesa delle tradizioni sono il motivo per cui, anni fa, il coordinamento delle remiere ha fortemente voluto che la Sensa tornasse ad essere una festa con le regate e non più il lancio di una corona di fiori da un taxi», commenta il delegato del sindaco Giovanni Giusto, presidente del coordinamento, «il corteo è stato rallentato dalla fortissima corrente contraria, tanto che quando siamo arrivati a San Nicolò, sapendo che le donne erano partite, ci siamo spostati su Sant’Andrea per la ricostruzione dell’alzabandiera storico, posticipando lo Sposalizio proprio per lasciare la scena alle donne. Le forze dell’ordine hanno dato il massimo, ma non possiamo chiudere un canale marittimo». Tant’è il moto ondoso resta la grave emergenza di Venezia. 
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